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Delocalizzazione Elica,
angoscia e rabbia degli operai
raccontate da ‘Propaganda live’

TV - Ieri sera è andato in onda su La7 il reportage di Diego Bianchi girato tra Fabriano e Cerreto D'Esi con tanti protagonisti e storie di un territorio già segnato dalle crisi industriali
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Diego Bianchi alla mobilitazione degli operai Elica con il blocco della Ss76

La moglie di Massimiliano è malata di cancro ed ha subito 7 interventi chirurgici. La famiglia di Francesco è monoreddito. Orietta ha dovuto lasciare la sua casa lesionata dal terremoto del 2016. Tutti e tre ora potrebbero perdere anche il posto di lavoro. Sono alcune delle storie di dipendenti dell’Elica spa raccontate ieri sera a ‘Propaganda Live’ da Diego Bianchi-’Zoro’. Nel suo reportage registrato tra Fabriano e Cerreto D’Esi, il conduttore della trasmissione de La7 ha filmato lo sciopero, il primo in vent’anni per questa azienda, dello scorso  20 aprile con gli operai e i rappresentanti sindacali che hanno bloccato la superstrada Ss76, tratteggiando attraverso le interviste l’angoscia per l’incertezza sul futuro e la rabbia degli operai che il 31 marzo hanno appreso del nuovo piano industriale della spa. Sono stati annunciati la delocalizzazione in Polonia di circa il 70% delle produzioni, 409 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, un territorio già segnato dalla crisi industriale che un tempo è stato fiore all’occhiello dell’economia italiana. Anche Cinzia e il marito lavorano nella fabbrica di Cerreto, «Rischiamo entrambi in questa situazione – ha detto con timore la donna – spero proprio che il piano venga ritirato». «Mio padre ex metalmeccanico dice che siamo troppo tolleranti: sono cresciuto in un mondo dove se facevi il tuo dovere non ti mandava via nessuno, invece adesso potrei trovarmi in mezzo alla strada con un figlio che presto andrà all’università. – ha aggiunto al microfono un altro operaio attrezzista – C’ho 48 anni e una agitazione dentro da paura. Qui a Fabriano hanno chiuso pure il Punto nascita e i bambini vengono al mondo a Jesi o in Umbria».

Hanno arricchito la narrazione tv i suggestivi scorci del centro storico di Fabriano, la visita con pernottamento della troupe all’Hotel ‘Il Marchese del Grillo’, vera dimora storica del nobiluomo reso celebre da Alberto Sordi nel  film del 1981 di Mario Monicelli, e quella ad un ristorante aperto da un ex lavoratore Elica. Stacco inoltre sul Centro culturale islamico della Misericordia guidato da Kader Mekri, con la solidarietà offerta ai più bisognosi anche durante il Ramadan. Stop invece alle telecamere di ‘Propaganda Live’ al centro vaccinale allestito alla palestra Fermi di Fabriano. L’autorizzazione non è arrivata. «Eravamo pronti a documentare punture e aghi, quelle cose che piacciono a Rondanini, peccato. Io dico solo che dopo essere stati in Puglia, quella regione da terz’ultima è diventata prima in Italia a vaccinare. Con le Marche? Non lo so!» ha commentato ridendo ‘Zoro’.



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