Ponte Garibaldi senza verdetto,
il Consiglio di Stato rinvia al merito:
a breve la sentenza definitiva
di Sabrina Marinelli
Nessuna decisione cautelare, si va dritti al merito della questione.
Il Consiglio di Stato ha scelto di non esprimersi oggi sulla sospensiva, relativa al ricorso per il blocco del nuovo ponte Garibaldi a Senigallia, preferendo concentrare il giudizio sull’esame di merito.
Inizialmente avevano preso tempo fino a febbraio. Troppo tardi per le amministrazioni chiamate in causa, che hanno chiesto di anticipare. Richiesta accolta ma senza una data fissata.
In attesa del pronunciamento finale dei giudici amministrativi di Roma, Italia Nostra (Sezione di Senigallia), Gruppo Società Ambiente (Gsa) e Associazione Confluenze diffidano la struttura commissariale dall’iniziare i lavori del nuovo Ponte Garibaldi prima della decisione. Al di là dell’esito giurisdizionale, la mobilitazione prosegue per tutelare l’interesse culturale, paesaggistico e ambientale della città contro un progetto «che la città non vuole – scrivono i promotori del ricorso -, che danneggia irreversibilmente il nostro centro storico, non assolve ad alcuna funzione di contenimento del rischio idraulico e toglie importantissime risorse che potrebbero invece essere investite per realizzare le vasche di laminazione, unica opera in grado di impedire future esondazioni».
La battaglia civile, contro quello che definiscono un danno grave e irreparabile alla città, si sposterà ora anche sul piano della democrazia diretta, forte del sostegno espresso dai «10.000 cittadini che si sono già espressi contro quel progetto insensato». Qualunque sia il verdetto del Consiglio di Stato, le associazioni intendono infatti rimettere la scelta nelle mani della comunità locale avviando da subito le operazioni per un referendum cittadino, con l’obiettivo di fermare le scelte «calate dall’alto e imposte da organi tecnici estranei al nostro territorio, istituzionalmente privi di ogni competenza in materia culturale e paesaggistica, fuori dai circuiti di legittimazione democratica degli enti locali e senza alcuna valutazione e considerazione degli impatti sul nostro centro storico cittadino, gioiello inestimabile rappresentativo della storia e dell’identità culturale locale e nazionale. La decisione torni ai cittadini di Senigallia».
Torna alla home page



