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Frana la falesia al Cardeto,
servono 10 milioni di euro
La giunta chiede nuovi studi

ANCONA – L'ultimo progetto del 2001 per mettere in sicurezza la costa dal Guasco fino a via Panoramica segnava interventi per almeno 9,6 milioni. Ora il Comune vuole aggiornare il piano di consolidamento alle “migliori tecnologie disponibili”. Si apre la caccia ai finanziamenti
domenica 14 Gennaio 2018 - Ore 12:35
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La frana di settembre sul litorale del Cardeto

L’ingresso sbarrato al sentiero della Grotta Azzurra dello scorso settembre

 

Frane alla falesia del Cardeto, il Comune torna a studiare il progetto di messa in sicurezza, a 17 anni di distanza dall’affidamento del primo incarico geologico. Già nel 2001 il Comune prevedeva come opere di risanamento della aree Guasco-Cardeto stimando un costo di 9,6 milioni di euro e finora sola il sentiero di accesso di via Panoramica è stato riqualificato con una spesa di 2,1 milioni di euro. Dopo quasi 20 anni, qualcosa torna a muoversi, e non sono solo i massi che hanno ripreso a franare sul litorale della Grotta Azzurra con maggiore frequenza. Con atto di giunta approvato il 29 dicembre, il Comune ha dato mandato all’ufficio Manutenzioni, Frana e Protezione Civile di tornare a studiare la falesia del Cardeto per aggiornare il piano di intervento alle “migliori tecnologie disponibili”, come si legge nel documento di indirizzo. Anche perché nel frattempo sono cambiate anche le leggi sulle norme tecniche per le costruzioni, e anche questo aspetto va aggiornato nello studio elaborato nel 2007 dal geologo Lamberto Griffini e commissionato dalla giunta Sturani nel lontano 2001. Ipotesi e progetti che si rincorrono, ma intanto dal 2007 il litorale conosciuto come della Grotta Azzurra è interdetto al pubblico per ordine del sindaco Sturani, proprio a causa del rischio crolli e frane. Di quella maxi ipotesi di consolidamento della falesia, solo il sentiero di via Panoramica è stato realizzato, per consentire l’accesso a pochi metri di costa. Dai piedi del sentiero in avanti è tutta area vietata perché pericolosa, come testimoniano le due frane recenti di settembre e Natale. Fatti tutti i dovuti aggiornamenti, la vera partita resterà la caccia ai finanziamenti. Se fosse confermata la cifra di 10 milioni prevista nel 2001, il bilancio comunale da solo non riuscirebbe a sostenere lo sforzo. Il Comune dovrà cercare perciò fondi dai bandi statali e regionali nei capitoli della messa in sicurezza del territorio, come già era stato fatto per il sentiero di via Panoramica, finanziato con 1,5 milioni di euro dal Ministero dell’Ambiente.

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