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Frana al Cardeto: la beffa
del sentiero da 2 milioni
per 10 grotte

ANCONA – Comune a caccia di fondi regionali per mettere in sicurezza la falesia dopo lo spaventoso crollo segnalato martedì, ma l'area è interdetta dal lontano 2007. Il sentiero di via Panoramica completato solo lo scorso giugno è di nuovo off limits, sarà riaperto solo per accedere alle prime dieci grotte del litorale
giovedì 14 Settembre 2017 - Ore 20:48
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L’ingresso sbarrato al sentiero della Grotta Azzurra. La rete è già stata divelta per essere aggirata

I massi scoperti martedì sul litorale

La falesia del Cardeto torna spaventosamente a franare, una beffa proprio nell’anno in cui è stato completato dopo un decennio il sentiero da 2 milioni di euro di via Panoramica per accedere al litorale “della Grotta Azzurra”. I grandi massi che si sono abbattuti sul litorale del monte Cardeto dalla grotta 15 alla 21 sono stati avvistati e segnalati martedì, dopo le abbondanti piogge di inizio settimana e l’escursione termica dovuta alle successive giornate di caldo. Il Comune perciò è tornato a vietare il passaggio lungo il sentiero, ma anche stavolta, come nel 2007 con l’ordinanza del sindaco Sturani, il divieto viene puntualmente aggirato da bagnanti e grottaroli. Perché ormai, dopo 10 anni di mancati interventi sulla falesia, gli amanti di questo tratto di costa si sono rassegnati a convivere con il pericolo di crolli e con il fatto che l’area resterà interdetta. Appena lo scorso giugno il sentiero di accesso era stato completato con gli ultimi lavori alla pavimentazione: costo di 2,1 milioni di euro e sette anni di cantiere. La spesa è stata finanziata per 1,5 milioni di euro dal ministero per l’ambiente, ma una quota importante, ben 680mila euro, è stata messa di tasca propria dai grottaroli, come pagamento dei diritti di superficie delle grotte, dopo anni di battaglie legali in tribunali con il Comune per chiarire di chi fosse la proprietà dei manufatti in area demaniale, alcuni risalenti al 1860. Dunque, nel 2007 il primo divieto di accesso, solo nel 2010 l’avvio dei lavori, poi stoppati nel 2011 dalla morte sul cantiere di un operaio caduto dalla rupe, infine anche un contenzioso con l’impresa appaltatrice ha allungato i tempi. Nell’estate del 2014, nonostante il sentiero fosse ancora ufficialmente sbarrato, bagnanti e grottaroli hanno iniziato riconquistare la Grotta Azzurra percorrendo il sentiero di via Panoramica, uno dei 17 percorsi pedonali riconosciuti e mappati dal Parco del Cònero. Attenzione però, perché i lavori da oltre 2 milioni sono serviti per mettere in sicurezza solo un breve tratto di costa. Cosa cambia ora la frana di martedì? Il Comune conta di riaprire il sentiero di via Panoramica per consentire l’accesso solo alle prime 10 grotte. Da lì in poi, il Comune cercherà di posizionare una rete fino al mare per impedire completamente l’ingresso al resto del litorale. Nel frattempo, il Comune tenterà di recuperare attraverso la Regione i finanziamenti necessari per la messa in sicurezza dell’intera falesia del Cardeto. Ma qui ancora manca sia il progetto, sia il preventivo di spesa, che si aggirerà nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro, impossibile prevedere perciò i tempi. Così l’ordinanza del 2007 del sindaco Sturani sembra destinata a rimanere in vigore ancora a lungo.

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