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Conto alla rovescia per il Punto nascita:
vertice in Regione e si studia il ricorso

FABRIANO - Lunedì i sindaci dell'Unione montana Esino Frasassi saranno a Palazzo Raffaello per incontrare il presidente Luca Ceriscioli. Impugnare gli atti dell'Asur al Tar Marche permetterebbe di procrastinare il piano di riordino del reparto di Ostetricia dell'ospedale Profili che da domani non potrà più accettare partorienti
giovedì 14 Febbraio 2019 - Ore 20:14
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Mentre è ormai scattato il conto alla rovescia per la chiusura, si riapre il dialogo istituzionale sul punto nascita dell’ospedale di Fabriano. Nel pomeriggio di lunedì prossimo, 18 febbraio, il presidente della giunta regionale, Luca Ceriscioli, si confronterà a Palazzo Raffaello con i sindaci dell’Unione montana Esino Frasassi che avevano sollecitato l’incontro. Il tempo scorre e a 6 giorni dalla cessazione delle attività dell’Ostetricia si ragiona anche sulla possibilità di depositare un ricorso al Tar Marche con richiesta di sospensiva, come suggerito dall’Associazione Fabriano Progressista. Un ricorso che l’Unione montana potrebbe presentare come extrema ratio per contrastare il piano di riordino del reparto.

Gli atti da impugnare sarebbero quelli dell’Asur che ha fissato la dead line della Maternità di Fabriano al prossimo 20 febbraio con preventivo stop ai parti già da domani, 15 febbraio. L’accordo 2010 della conferenza Stato-Regioni parla di un range di 500-1000 parti annui per garantire la sopravvivenza di un punto nascita. Il reparto di Fabriano ne ha registrati 350 nel 2018. La decisione di dirottare le mamme fabrianesi in altri ospedali della provincia è però considerata penalizzante dai Comuni dell’area montana che afferiscono all’ospedale Profili, anche e soprattutto per l’assenza di collegamenti stradali adeguati. Quanto tempo impiegherebbe una gestante in travaglio per raggiungere l’ospedale con sala parto più vicino? L’ombra del contenzioso potrebbe quindi allungarsi, lunedì prossimo, sul vertice convocato in Regione. Un ricorso procrastinerebbe il termine fissato per la chiusura, in attesa di decreti cautelari provvisori o dell’udienza in camera di consiglio dei giudici amministrativi e magari della revisione di criteri e standard, annunciata dal ministro Grillo.

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