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Quadrilatero, il comitato ‘Indecente 76’
presenta esposto per lo stop del cantiere

FABRIANO - L'atto, motivato da questioni di sicurezza, è stato depositato alle Procure di Ancona, Perugia e Roma, ed è stato inoltrato per conoscenza ad Astaldi, Quadrilatero, Anas, Regioni Marche e Umbria. L'annuncio venerdì sera nel corso dell'assemblea all'auditorium della Fondazione Carifac a Fabriano
domenica 17 Febbraio 2019 - Ore 10:03
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Un momento dell’incontro pubblico organizzato a Fabriano dal comitato I’ndecente 76′

Il comitato Indecente 76 di Fabriano ha annunciato la presentazione di un esposto-denuncia motivato da questioni di sicurezza per lo stop prolungato dei lavori del maxi-lotto n. 2 del progetto Quadrilatero, raddoppio SS76 e completamento della Pedemontana Fabriano-Muccia, depositato alle Procure di Ancona, Perugia e Roma, oltre a essere inoltrato per conoscenza ad Astaldi, Quadrilatero, Anas, Regioni Marche e Umbria. Nell’atto, il comitato al quale hanno già aderito in 300 e patrocinato dallo studio legale Carmenati, evidenzia il “ritardo inammissibile” nei lavori nella tratta Fossato di Vico-Serra San Quirico che sta mettendo a rischio l’attività di decine di aziende creditrici, ed elenca i potenziali rischi per la sicurezza stradale. Ci sono infatti “vie di fuga limitate, percorso a zig-zag tra una galleria e l’altra, piazzole di sosta solo su un lato, mancanza di percorsi alternativi adeguati in caso di eventi sismici e/o meteorologici”. Venerdì’ scorso, 15 febbraio alle ore 21 si è’ è tenuta, presso l’auditorium della Fondazione Carifac a Fabriano, la terza assemblea pubblica del comitato di cittadini denominato “Indecente 76”. Dopo l’indirizzo di saluto del segretario generale della Fondazione Marco Boldrini, il presidente del comitato Paolo Paladini, coadiuvato al tavolo dei relatori dall’avvocato Jacopo Bianchetti e dal geologo Fausto Burattini, ha presentato l’esposto-denuncia.

“Il successivo dibattito animato dai numerosi presenti, ampio ed articolato, – sottolinea un anota stampa del comitato – ha messo in evidenza l’assoluta necessità’ di dare una svolta all’attuale inerzia. Di particolare significato l’intervento del sindacalista Andrea Casini (Uil) che ha denunciato il rischio di fallimento da parte di decine di imprese di fornitori edili locali e l’aleatorietà del presunto piano di acquisizione di Astaldi da parte di Impregilo, strombazzato ai quattro venti dalla stampa, ma che non garantisce tempi certi per la ripresa dei lavori. Sono poi intervenuti i sindaci di Genga e di Fabriano. il sindaco di Genga Medardoni ha messo in evidenza il desolante rischio di isolamento del proprio territorio, devastato da lavori infiniti che stanno causando grandi problemi di percorrenza per raggiungere le Grotte di Frasassi. Il sindaco Gabriele Santarelli si è’ impegnato ad invitare quanto prima il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Toninelli a visitare il cantiere, in modo da sollecitare un intervento del governo centrale”.

Gli ex sindaci di Fabriano Roberto Sorci e Francesco Santini, hanno invitato l’intera comunità’ cittadina, a partire dal suo ancora importante tessuto economico, a mettere in campo iniziative di mobilitazione anche eclatanti per far smuovere la politica ed il governo. Governo che, hanno sostenuto con veemenza gli ex primi cittadini, avrebbe il dovere, giunti a questo punto, di emanare un decreto legge d’urgenza per far riprendere i lavori, sul modello di quello approvato per Genova. “Il comitato, in attesa di valutare l’esito dell’esposto presentato, verifichera’ che agli impegni presi possano seguire soluzioni concrete” chiude il comunicato stampa.

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