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Sanità e Area vasta montana,
il Pd propone l’istituzione di un’azienda
interregionale Marche-Umbria

FABRIANO - Il coordinamento dei democrat dell'entroterra entra nel dibattito regionale alla vigilia dell'approvazione del nuovo Piano sanitario. In un documento propone di individuare anche un ospedale a cavallo tra le due regioni per «garantire parità di condizioni di accesso alla sanità pubblica a chi vive in zone disagiate»
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L’ospedale di Fabriano ‘Engles Profili’ (foto Giusy Marinelli)

Sanità dell’entroterra, al termine dell’assemblea dei circoli Pd del coordinamento della Zona Montana si è deciso di predisporre un documento per dare impulso al dibattito sulle aree interne nel momento in cui a livello regionale si stanno discutendo importanti strumenti di programmazione come il nuovo Piano Sanitario Regionale 2019-2021.

Il consiglio comunale di Fabriano monotematico sulla sanità

La proposta da sottoporre al governo regionale è quella della creazione di un’Area vasta montana, «ovvero un’azienda sanitaria interregionale montana, seguendo anche l’esempio delle regioni Lombardia – Veneto – Emilia Romagna, che stanno già lavorando in accordo con il Ministero ad un ospedale interregionale montano con la Regione Umbria, perché si possa garantire parità di condizioni di accesso alla sanità pubblica da parte di tutti i cittadini della Regione Marche, compresi quelli che vivono in zone montane o disagiate».

Il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli con il senatore Romagnoli al consiglio sulla sanità

«I Democratici del territorio montano ribadiscono l’importanza fondamentale di rispettare quanto prescritto dallo Statuto della Regione, che individua nello sviluppo delle aree interne, nella loro difesa e salvaguardia uno dei compiti fondanti della stessa regione sul piano concreto. – fa sapere un comunicato del Pd Coordinamento Zona Montana provincia di Ancona – Constatiamo una generale caduta dell’attenzione sulle problematiche delle aree interne, in un dibattito politico ed istituzionale dove non vengono tenuti in debita considerazione le esigenze delle aree interne. Purtroppo si dà per scontato il movimento che porta al trasferimento della popolazione dalla montagna alla costa facendo figurare nel giro di pochi anni l’abbandono della montagna come una prospettiva realistica».

A destra in piedi Francesco Ducoli, segretario del Pd Fabriano

Le questioni aperte sono tante.«Il terremoto e i ritardi nella ricostruzione, ma anche la mancanza di una visione strategica e le decisioni che si prospettano sul piano Sanitario rappresentano un pericolo concreto e reale per lo sviluppo delle aree interne e rendono ancora più precaria la presenza umana in questi luoghi. – prosegue la nota stampa dei democrat – Se rispetto ai problemi della montagna ci si rapporta in termini burocratici e tecnocratici si manifesta una visione angusta e miope. Non possiamo ridurre tutto alla logica dei numeri. Noi contestiamo fermamente questa logica che si sta perseguendo perché sbagliata, alle fine più costosa ed ingiusta socialmente. Per questo, con il presente documento, vogliamo sottoporre all’attenzione del Partito e Governo regionali una proposta concreta, già approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Fabriano e sottoposta all’attenzione dei Sindaci dei territori dell’Appennino, in merito all’opportunità della costituzione di un’Area Vasta Montana, come forma di organizzazione autonoma della sanità dell’entroterra».

L’ospedale di Fabriano

IL DOCUMENTO La Costituzione Italiana all’art. 32 afferma che la tutela della salute è un diritto per ogni cittadino in tutto il territorio della nazione; la Costituzione Italiana all’art. 44 afferma che la legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane; la Regione Marche, ai sensi degli articoli 4, comma 7, e 36, comma 5 dello Statuto, persegue l’obiettivo del riequilibrio territoriale, riconoscendo come finalità di preminente interesse la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo delle aree montane; Il DM 70/2015 prevede possibilità di deroga per le aree riconosciute come disagiate o particolarmente disagiate. Questa premessa normativa, di principio, è fondamentale per comprendere quanto il legislatore, a tutti i livelli, abbia voluto intendere in senso attuale una tutela verso le aree montane del Paese, lasciando poi agli organi istituzionali il compito di realizzare concretamente tali prescrizioni. Consideriamo il territorio della montagna anconetana: i Comuni della Zona Montana presentano caratteristiche orografiche che portano ad avere frazioni fino ad 1000 metri di altitudine e ad oltre 30km di distanza dal nucleo urbano principale determinando il sistema delle infrastrutture viarie tempi di raggiungimento delle altre strutture ospedaliere molto dilatati.

Proprio perché queste difficoltà vengono sentite equanimemente da tutti i territori, dobbiamo ricordare che sono numerose le istanze votate dalle assemblee elettive degli Enti Locali marchigiani, volte a chiedere alla Regione e al Governo maggiore attenzione alla sanità montana, e lo stesso accade in tante altre regioni. È crescente anche nella nostra Zona Montana la preoccupazione della popolazione e degli operatori professionali rispetto al ridimensionamento e alla perdita dei servizi sanitari ed assistenziali, espressa in varie sedi, da amministratori locali, comitati locali spontanei, partiti e movimenti politici, associazioni sindacali e di categoria. A questo dobbiamo aggiungere la crisi economica e sociale che sta determinando una contrazione dei residenti nelle aree montane, tra le quali Fabriano, fenomeno aggravato dalla crisi sismica del 2016-2017. In questo quadro assai complesso, la Regione Marche ha avviato il percorso per la definizione del Piano Socio Sanitario (PSSR) 2018-2020, attivando una campagna di ascolto e interlocuzione con i portatori di interessi nei territori, a valenza regionale e locale, per raccogliere proposte, osservazioni e suggerimenti sui contenuti. La programmazione di un sistema di servizi sanitari universalistico ed equo, radicato nelle comunità locali e rispettoso delle esigenze e della composizione del territorio, che garantisca servizi sanitari e socio-assistenziali adeguati, è fondamentale per mitigare lo spopolamento delle aree montane.

Per questi motivi i Circoli Pd della Zona Montana ritengono imprescindibile l’avvio di un confronto con la Regione in merito alla creazione di un’area vasta montana, ovvero di un’azienda sanitaria interregionale montana, seguendo anche l’esempio delle regioni Lombardia – Veneto – Emilia Romagna, che stanno già lavorando in accordo con il Ministero ad un ospedale interregionale montano con la Regione Umbria, perché si possa garantire parità di condizioni di accesso alla sanità pubblica da parte di tutti i cittadini della Regione Marche, compresi quelli che vivono in zone montane o disagiate. Ciò al fine di evitare disparità di trattamento su diritti fondamentali della persona, quale il diritto alla salute, nonché evitare il gravissimo fenomeno dello spopolamento della montagna, trend in crescita e che si determina proprio per la mancata adeguata attuazione di quei principi che, con estrema intelligenza politica e istituzionale, sono stati posti nelle normative apicali della nostra Regione e del nostro Paese.



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