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Mercato delle Erbe: che fine ha fatto
il progetto di riqualificazione?

ANCONA - Affidata la progettazione definitiva esecutiva per l'adeguamento al certificato di prevenzione degli incendi e completata la verifica sismica dell'immobile di corso Mazzini. Si studia come evitare il trasferimenti delle attività commerciali quando partirà il cantiere
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Il Mercato delle Erbe di Ancona

di Martina Marinangeli

Eppur si muove. Procede, benché a passi piccoli piccoli, il progetto di restyling del Mercato delle Erbe di Ancona, che dovrebbe trasformarsi in una vetrina del meglio del made in Marche enogastronomico, con tanto di bottega «stellata», scuola di cucina e possibilità di organizzare eventi. Il futuro del mercato, descritto nelle 20 pagine del progetto da 2,5 milioni di euro presentato dalla società Meda srl per ottenere la concessione di gestione e riqualificazione dell’edificio in corso Mazzini, racconta di un polo commerciale in cui troveranno spazio anche un bar, una bottega che vedrà il coinvolgimento di uno dei top chef marchigiani e quattro dedicate alle eccellenze multietniche, come il sushi e la paella spagnola.

L’assessore Manarini

Questo nella teoria. Ma nella pratica, a che punto siamo di un progetto atteso da anni e di cui si parla concretamente almeno dall’estate del 2019? «Abbiamo affidato la progettazione definitiva esecutiva per l’adeguamento al certificato di prevenzione degli incendi – fa sapere l’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Manarini – e nel primo semestre del 2021 partiremo intanto con questi lavori, che saranno complementari alla riqualificazione dell’intero immobile. Mettiamo in sicurezza l’esistente partendo dal rifacimento degli impianti. Inoltre, stiamo affidando un progetto per verificare se sia possibile suddividere i lavori di riqualificazione per stralci funzionali, in modo tale da evitare il trasferimento delle attività commerciali che si trovano all’interno del mercato in un altro luogo». Le prime ipotesi parlavano di una ricollocazione all’ex Savoia o in piazza Pertini, ma gli operatori avevano sollevato la questione del valore commerciale della location, che si sarebbe perso con il trasferimento. «Ci sono tanti spazi vuoti, quasi l’intero primo piano ad esempio -fa notare Manarini –: proveremo a far restare le attività dentro il mercato, anche se magari in un altro punto. Abbiamo fatto intanto tutti i rilievi puntuali della struttura e la verifica sismica dell’immobile, che non presenta gravi carenze. L’intervento, strutturalmente, non sarà dunque molto impattante». Quando sarà completata la riqualificazione, tuttavia, non è ancora dato sapere. La proposta messa nero su bianco da Meda – che poi dovrà essere messa a bando per eventuali proposte migliorative – prevede il mantenimento, al piano terra, del tradizionale mercato, con anche punti vendita bio, ma i banchi si potranno spostare per organizzare gli eventi. Al primo piano troveranno invece posto un bar e una ventina di botteghe (circa 16 fisse e quattro itineranti) per la somministrazione di cibi e bevande, realizzate prevalentemente con ferro e legno per un totale di circa 150 posti a sedere. Tra quelle fisse, ci saranno le botteghe per la pasta realizzata al momento, la pizza Marche Style, gli hamburger, il mare con ampio risalto ai moscioli di Portonovo, lo stoccafisso, le olive all’ascolana e l’enoteca.

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