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Ristorazione in crisi, Cna:
«In molti rischiano
una chiusura silenziosa»

ANCONA - E’ l’allarme lanciato da Andrea Moroni, coordinatore Agroalimentare dell’associazione di categoria. «I contributi arrivati per il momento hanno riguardato solo una parte del mondo della ristorazione, con il presupposto sbagliato che i produttori potevano rifornire la Grande Distribuzione Organizzata» sottolinea
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Andrea Moroni, coordinatore della Cna Agroalimentare della provincia di Ancona

 

 

Birrifici, salumifici, distributori e tante altre attività che hanno i loro principali clienti nel settore della ristorazione rischiano di chiudere nel silenzio generale, senza neanche aver ricevuto un singolo aiuto. Questo è l’allarme lanciato dal coordinare provinciale della Cna Agroalimentare Andrea Moroni durante il corso dell’annuale aggiornamento normativo. Secondo l’associazione di categoria del settore, la crisi della ristorazione potrebbe avere un impatto molto più vasto di quello che si pensa. Nel corso degli anni si è sviluppato un notevole mercato specializzato nel rifornire il settore Horeca (Hotel, Restaurant & Catering), legato quindi a doppio filo a questo comparto. Stiamo parlando dei tanti birrifici nati in questi ultimi anni nella Regione Marche, aziende con una eccellenza riconosciuta anche a livello nazionale. Aziende come salumifici e caseifici che rifornivano il mondo della ristorazione e che sono specializzati in piccoli quantitativi di prodotto di alta qualità, consegnati in maniera capillare in provincia. Dobbiamo anche considerare tutto il mondo “commerciale” che girava intorno al mondo della ristorazione (agenti di commercio, distributori, grossisti, etc.), un mondo spesso non “raccontato” nelle cronache della crisi.

«I contributi arrivati per il momento hanno riguardato solo una parte del mondo della ristorazione, con il presupposto sbagliato che i produttori potevano rifornire la Grande Distribuzione Organizzata – Commenta Andrea Moroni, coordinatore della Cna Agroalimentare della provincia di Ancona – Purtroppo le aziende che hanno puntato sull’horeca sono attrezzate per servire piccole realtà e non possono strutturarsi per cambiare canale di distribuzione in un lasso di tempo breve. In alcuni casi questo cambio di canale distributivo è impossibile perché la Gdo non è abbastanza remunerativa per le micro imprese: basti pensare all’impossibilità di garantire grandi quantitativi e ai margini troppo bassi. Occorre tenere conto che la crisi del settore ristorazione potrebbe fare più danni di quanto oggi si possa immaginare. Ci sono centinai di aziende alimentari che stanno soffrendo la crisi appunto perché fortemente collegate al mondo della ristorazione – conclude Moroni – Occorrono ristori anche a questa categoria di produttori che rischia di uscire da questa crisi fortemente ridimensionata».

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