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Emergenza gabbiani a Capodimonte,
esposto dei residenti in questura
«Siamo esasperati, non si dorme più»

ANCONA - Un gruppo di cittadini ha avviato una raccolta firma e allertato le forze dell'ordine, consegnando anche una documentazione con foto-video per rappresentare la situazione di degrado e, in alcuni casi, anche di pericolo. Gli animali avrebbero nidificato su diversi tetti del rione
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Un gabbiano a Capodimonte

 

di Giampaolo Milzi

L’emergenza “cala dall’alto” lentamente, preannunciata alle 4,40 da garriti che via via s’infittiscono, e intorno all’alba e dintorni, verso le 5,30, quando Capodimonte rimane vittima indifesa dei gabbiani. Il più colpito tra i quartieri di Ancona. Già dei gabbiani che – molti non lo sanno – sono voraci, onnivori, aggressivi, rumorosissimi. Un fenomeno che, via via, da almeno tre anni, ha gettato sull’orlo di una crisi di nervi in particolare i residenti della zona medio-alta del rione. I “proiettili” dei gabbiani sono gli escrementi, le loro prede sono topi, altri uccelli  e naturalmente rifiuti di tipo alimentare. «Siamo esasperati, qui non si dorme più, dal fracasso che fanno, ingigantito dal fatto che ormai sono in tantissimi, e poi abbiamo paura per i nostri animali domestici e anche per noi» racconta una signora che abita con sua figlia e un cagnolino in via Cialdini. Giovedì scorso, forte di una raccolta di firme tra i residenti e di una documentazione video-fotografica, ha depositato in questura un esposto. Le parti lese? La quiete pubblica, l’igiene. E poi vanno registrati i danni che talvolta questi volatili della specie “Larus Michaellis” (nome scientifico del gabbiano reale mediterraneo), apertura alare un metro e mezzo, procurano ad alcuni edifici, di cui molti, in questo quartiere dell’Ancona antica, sono tutelati dalla Soprintendenza. Nelle vie e nei viottoli del colle Astagno capita spesso d’imbattersi nei resti  degli animali non del tutto scarnificati dai gabbiani. La portavoce de “l’incubo gabbiani” ieri ha scritto una “raccomandata sos” ai carabinieri del Nas, del Noe e della Forestale. La speranza collettiva à che le istituzioni competenti, a cominciare dal Comune, messo da un pezzo al corrente della situazione, intervengano per riportare un po’ di tranquillità e serenità.
Di sicuro ha passato un brutto quarto d’ora la donna che tempo fa non riusciva ad infilare la chiave nel portone del palazzo dov’è il suo appartamento in via Podesti. La soglia era “piantonata” da un gabbiano che, intento a mangiare un passerotto, non ne voleva sapere di spostarsi. A un certo punto si è avvicinato alla malcapitata aprendo il suo grosso becco giallo con fare minaccioso. Chiaro quindi che anche lei e le sue due bambine hanno paura. E soffrono perché prima che sorga il sole vengono svegliate dagli ormai famigerati garriti. Un’altra testimonianza, fra le tante raccolte, da via Astagno. «Io vivo da sola col mio bulldog francese, del quale i gabbiani non hanno alcun timore. Ne ho avuto la prova quando la mattina del 10 luglio mentre lo portavo al guinzaglio in largo Marinelli (nei pressi del parcheggio, ndr) ci ha sbarrato la strada un gabbiano con un uccello in bocca, abbiamo dovuto deviare il percorso». La signora, inoltre, fornisce una notizia, che abbiamo riscontrato, in prospettiva molto negativa. I gabbiani, a Capodimonte, hanno trovato casa, hanno nidificato su diversi tetti, anche oltre i confini del rione, come in via Bezzecca e nella zona di porta Santo Stefano. In largo Marinelli, i grandi volatili bianchi sono attratti dalla vaschette con residui di cibo da asporto abbandonate da qualche frequentatore della vicina mensa Caritas.La donna che ha scritto esposto e lettere d’allarme, come in tanti, è costretta a limitare, nonostante il caldo, l’apertura delle finestre di casa, i gabbiani potrebbero entrare, dato che talvolta si appollaiano sui vasi col le piante di una sua finestra. E se non entrano loro, entrano le piume e l’odore del guano. Ma, stando a indicazioni raccolte, a contribuire negli ultimi anni al precipitare della situazione, e dei gabbiani in picchiata in cerca di “pappa” di vario tipo, è l’hobby di un’anziana che abita in zona. Da quanto emerso, verso le 5,30 e le 6, ogni giorno, apre la sua porta finestra e deposita sul selciato numerosi croccantini al sapore di pesce (gli stessi amati dai gatti) e pezzi di pane bagnato. Insomma, prepara la colazione ai gabbiani. I quali già un’ora prima iniziano a chiamarsi l’un l’alto per prepararsi all’imminente banchetto. Finito il turno dei gabbiani, alle 6,30 – 7 inizia quello dei piccioni, a due passi, vicino alle fioriere di piazza San Marco. Infine, altro turno, per entrambe le specie di pennuti, con la l’attempata distributrice di leccornie in piazza Antonio Da Sangallo. Un paio di residenti hanno invitato la donna a farsela finita. Ma tant’è, lei ha risposto «anche questi animali sono figli di Dio, vanno aiutati, spesso sono più buoni degli esseri umani».  La portavoce dell’emergenza ha contattato  l’assessore comunale Stefano Foresi, l’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) e l’Ufficio d’igiene municipali, oltre che la polizia locale: «I vigili hanno visto tutta la mia documentazione di foto e video, sono arrivati, ma alle 8,30, troppo tardi, quando i banchetti erano finiti e la signora aveva dato una ripulita». E la signora, quindi, resta nel mirino delle istituzioni, come minimo rischia una sanzione amministrativa.

 

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