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Nel cielo musicale degli astri nascenti
brilla e seduce la pop-stellina Still Alice

MUSICA - Prosegue il racconto di Cronache Ancona alla scoperta di gruppi e cantanti del nostro territorio. La 21enne anconetana, all’anagrafe Alice Mezzetti, ha pubblicato “No rest for the dreamers” e “To be you”, due brani autoprodotti. Racconta come la musica da sempre accompagni le sue giornate. E' pronta per scalare le vette di qualche concorso per musicisti emergenti?
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Still Alice

 

di Giampaolo Milzi

Un’irrefrenabile voglia di centrare l’obiettivo in estrema tensione coi dubbi e i timori di non farcela. E’ da questo contrasto appassionato e passionale, su cui pesano tanti punti interrogativi, speranze e paure, che nasce l’arte musicale di Still Alice, 21 anni, anconetana, all’anagrafe Alice Mezzetti. Il sogno più grande di questa ragazzina dal piglio sbarazzino, testarda e anche capace di evocare atmosfere oniriche? Quello di vivere della musica che propone: «E’ la mia ferrea fissazione fin da piccola, quando ho iniziato a seguire lezioni di pianoforte, chitarra e canto. E’ la musica che da sempre accompagna le mie giornate e le rende uniche a suo modo. – afferma sicura – E poi ne ho un altro, di sogno a breve scadenza, quello di cantare di fronte ad un vasto pubblico nella mia città, magari anche come spalla apripista per una band già famosa». Una dilettante che diletta, e non certo allo sbaraglio, Alice, vista l’ottima caratura dei due brani già autoprodotti, molto diversi l’uno dall’altro, entrambi usciti in versione digitale sul web nell’ultima settimana di maggio.

“No rest for the dreamers” ha una dichiarata impronta pop e indie/rock con influenze trap e chill. «Il testo, in inglese, l’ho scritto io, ma l’impianto musicale è frutto della mia stretta collaborazione col produttore, che studia come me all’Università di Bologna, Andrea Antognetti, in arte Exa, originario di La Spezia”. In questo pezzo Alice canta e suona la sei corde elettrica; al basso c’è Exa, appena 20enne, artefice delle altre sonorità tramite tastiere e campionamenti. Un pezzo, va sottolineato, molto pop, ma tutto fuorché stucchevole, una di quelle canzoncine che ti restano in testa. Anche se non capisci bene il perché… Forse per quelle citazioni, un po’ sotto traccia ma presenti, che spaziano da una certa new wave anni ’80 all’ondata di Brit-pop di fine secondo millennio. E le mode degli anni ’80, così come dei ‘70 sono altri tasselli del composito mosaico che disegna lo stile di Alice, assieme all’amore per il cinema, le colonne sonore dei film e i musical di Broadway, il culto per l’immagine, in genere per il vintage. Vintage come la copertina di questo singolo, realizzata da Pamela Martinella, di Udine, un’amica di Alice: la scritta del titolo è ricompresa in un telefono tipo quelli in uso oltre 50 anni fa.

Tornando all’oggi, tra un esame della facoltà di Scienze della Comunicazione e l’altro, Alice ha tanto spazio per rodare il suo estro compositivo. Si parlava di sogni, anche e soprattutto in frizione con le ansie di un futuro prossino che potrebbe essere segnato dalla precarietà… e infatti il tema di “No rest for tre dreamers” è proprio «la continua ricerca del proprio ruolo nella società, la tremarella che ti viene quando pensi di non riuscirli a realizzare, i tuoi sogni». «Tra noi giovani ci sono tanti dreamers, sognatori, e purtroppo molti di loro non hanno la possibilità, l’opportunità o la fortuna di centrare i loro target esistenziali. – spiega ancora Alice – Ecco, io ci resterei proprio male se non riuscissi, un giorno, a fare della musica il mio lavoro».

Assieme alla costanza, all’estro, Alice ha un’altra dote, l’eclettismo. L’altro singolo firmato da Still Alice è infatti completamente diverso. Anche perché tutto “made in Alice”. E’ lei che canta, suona entrambi gli strumenti presenti, la chitarra acustica e il pianoforte, e che partorisce una melodia struggente, nostalgica, dolcissima. Insomma, “To be you”, è una perlina folk-pop, che ricorda i gioielli sonori della cantante americana Lizzy Mcalpine, musa ispiratrice dichiarata di Alice. «In questa canzone compare una sorta di mio alias immaginario, la persona sempre perfetta che spesso vorrei essere, che possiede tutto ciò che vorrei – sottolinea Alice – E riemerge ancora la paura, quella di non essere all’altezza». Ma proprio perché la paura di Alice è fusa con una determinazione d’acciaio, con la voglia di migliorarsi e di non mollare mai, di meravigliare se stessa, che la sta sua stellina ha ottime chance di brillare più luminosa. «Con Axe stiamo rifinendo un’altra canzone, unendo ai nostri brani varie cover, tra le quali alcune della band Usa The Driver Era e dell’inglese Harry Styles (oltre che della già citata McAlpine, ndr.), avremo un repertorio tale da ben figurare live sui palchi di questa estate». E magari per scalare le vette di qualche concorso per musicisti emergenti, come già avvenuto quando Still Alice si è piazzata tra i finalisti in una competizione a Pesaro. I due singoli di Still Alice possono essere ascoltati su Spotify e acquistati su iTunes.

 

Universitaria e cantautrice: è uscito il nuovo singolo di Still Alice

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