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Raddoppiati i reati di stalking
“Questo non è amore”,
polizia in piazza a difesa delle donne

EVENTO - Il 14 febbraio un pool di esperti tra agenti della mobile e della divisione anticrimine, e di medici e psicologi presidierà il centro di Ancona con un camper, punto di ascolto ed informativo per combattere la violenza di genere. Myriamo Fugaro, Donne e Giustizia: "Resta alto il sommerso. Si tace per paura e per vergosgna. Ogni anno tra le 120 e le 140 persone si rivolgono al centro antiviolenza della città".
sabato 11 febbraio 2017 - Ore 18:08
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Da sinistra l’ispettore Roberta Taccardo, il vice questore aggiunto Cinzia Nicolini ed il vice questore aggiunto Carlo Pinto

 

di Agnese Carnevali

Raddoppiano i reati di stalking tra il 2015 ed il 2016 e resta costante il numero delle donne che si rivolgono al centro antiviolenza di Ancona, mentre è ancora elevato il sommerso, quello che avviene tra le mura domestiche e rimane nel silenzio per paura o per vergogna. Il fenomeno della violenza sulle donne continua ad essere un problema difficile da misurare e debellare. Anche per questo non si abbassa la guardia, non solo nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Il ministero dell’Interno in collaborazione con la questura di Ancona lancia così l’iniziativa “Questo non è amore”. Un pool di esperti, tra agenti della polizia di Stato, medici e psicologi a portata di mano, per un giorno, a piazza Roma ad Ancona come punto di riferimento visibile a chi subisce o esercita violenza sulle donne.

L’INIZIATIVA

Il volantino dell’iniziativa “Questo non è amore”

Il giorno scelto è martedì 14 febbraio, San Valentino, festa degli innamorati, per invitare le donne a capire quello che amore non è. Nella giornata di martedì un camper ed un’auto della polizia presidieranno piazza Roma dalle 14 all 20, insieme ad una team composto da personale specializzato della squadra mobile, coordinata dal vice questore aggiunto, Carlo Pinto, della divisione anticrimine, da un medico e da uno psicologo. «L’iniziativa tende a sensibilizzare le coscienze femminili e a far capire alle donne che possono fidarsi delle istituzioni – spiega il vice questore aggiunto Cinzia Nicolini -. Siamo pronti ad ascoltare tutte le voci e anche a dare qualche suggerimento». Ad esempio? «Mai presentarsi ad un incontro proposto come l’ultimo appuntamento – sottolinea Nicolini -. Il più delle volte è preludio di eventi tragici».

LA VIOLENZA SULLE DONNE AD ANCONA

Ma qual è la situazione ad Ancona in tema di violenza sulle donne? «Il fenomeno resta circoscritto – illustra il vice questore Nicolini – questo grazie anche ad una rete consolidata di supporto alle donne in difficoltà con la quale collaboriamo da sempre».

Conferma il quadro Myriam Fugaro, presidente dell’associazione Donne & Giustizia di Ancona che rileva però come siano comunque ogni anno tra le 120 e le 140 le donne che si rivolgono solo al centro antiviolenza di Ancona, senza contare i presidi di Senigallia, Fabriano e Jesi. «Non c’è un trend in aumento – prosegue Fugaro -, ma il sommerso è ancora molto rilevante non solo per quanto riguarda i maltrattamenti fisici, ma anche per quanto riguarda la violenza psicologica ed economica. Molte donne continuano a rimanere in silenzio, per paura, vergogna, per rifiuto di accettarsi come donna vittima di violenza, per timore di non sapere come affrontare la situazione». Quali sono le donne che prendono coraggio e si rivolgono all’associazione? «Si tratta soprattutto di donne che subiscono violenza psicologica e che arrivano da noi annientate da anni di denigrazioni, minacce, insulti. Non mancano cosi di violenza fisica e sessuale e di forme di controllo pesante sulla donna».

In particolare, nel 2015 sono state 107 (72 italiane e 35 straniere) le persone seguite dall’associazione Donne e Giustizia. Di queste, solo il 20% circa ha sporto denuncia penale. La fascia di età che più si è rivolta all’associazione è quella che comprende donne dai 30 ai 39 anni. A seguire, il target 40-49 anni. Insieme, rappresentano la metà delle vittime. Tra le persone seguite, anche due minori.

Per quanto riguarda le denunce, i dati resi noti alla fine del 2016 parlano di 62 reati contestati dalla procura. In pratica, ogni settimana c’è almeno una denuncia legata alla violenza di genere. A spiccare soprattutto il dato relativo al reato di stalking, raddoppiato rispetto al 2015 e passato dalle 23 alle 51 denunce alla questura nel 2016 a cui hanno fatto seguito 27 provvedimenti cautelari. Altre 66, tra stalking e maltrattamenti, le denunce presentate ai carabinieri, 12 delle quali sono scaturite in arresti.

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