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«Ci alleniamo sulla strada,
fondamentale il rispetto delle regole»

MORTE SUI PEDALI - Appello per la sicurezza del presidente regionale della Federazione ciclismo, Lino Secchi. Nel dolore per la perdita del campione ed amico Scarponi, riflette sull'incidente. Tania Belvederesi e Valentina Vezzali ricordano il ciclista
sabato 22 Aprile 2017 - Ore 19:30
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Michele Scarponi

 

di Agnese Carnevali

Nel dolore, il presidente regionale della federazione ciclismo Lino Secchi non si sottrae ad una riflessione sull’incidente. «Non è un’accusa – premette Secchi -, ma un pensiero che vorrei esprimere. Se l’autista del furgone si fosse fermato allo stop, Michele sarebbe passato. Questo per dire che anche il minimo non rispetto delle regole può creare dei danni irreparabili, il più grave, la perdita di una vita umana, ma la morte di Michele è anche un colpo durissimo allo sport ed al movimento sportivo. Per il ciclismo su strada, il campo di allenamento è la strada ed episodi come questi non possono che generare paura e preoccupazione in tante famiglie dei ragazzi che lo praticano e negli stessi ragazzi». Il suo carattere gioviale e scherzoso e la sua serietà nell’affrontare gli allenamenti e le gare. Il punto di riferimento, lo sprone a non mollare e migliorare, l’esempio a cui tendere. Era questo Michele Scarponi per i colleghi sportivi, i compagni di squadra, i ragazzini che si avvicinano al ciclismo. Fa fatica a parlarne al passato Tania Belvederesi, ex campionessa d’Italia di Castelfidardo – città è stata anche assessore allo sport – professionista dal 1999 al 2011, anni in cui si è allenata con Scarponi.  

Tania Belvederesi e Lino Secchi

«Non riesco ancora a credere che non ci sia più – le prime parole -. Siamo coetanei, è un amico prima ancora che collega. Finché ho corso ci siamo allenati insieme ed ancora oggi quando prendo la bici mi capitava di andare con lui. Quando doveva correre da solo, si prendeva il suo tempo, ma quando poteva, era sempre il primo a chiamare ed organizzare gli allenamenti. È sempre stata la persona capace di fare gruppo, di fare squadra – continua Belvederesi – per quel suo carattere allegro, positivo, sempre a disposizione degli altri, con la capacità di rapportarsi tanto ai bambini quanto agli adulti. Per i ragazzini era il campione marchigiano, l’esempio da seguire, il sogno da raggiungere, la conferma che con l’impegno si possono raggiungere risultati importanti. Non riesco ancora a farmene una ragione, proprio stamattina (22 aprile) stavo leggendo di lui sulla Gazzetta dello Sport, un attimo dopo la telefonata della terribile notizia. Un vero choc».

Provato anche il presidente regionale della Federazione ciclismo, Lino Secchi. «Perdiamo la persona prima ancora che lo sportivo. È difficile trovare le parole quando si spezza una vita giovane, di un figlio, di un padre, di un marito, oltre che bandiera del ciclismo marchigiano ed italiano. Conosco Michele da sempre, da quando a sette anni lo abbiamo messo su una bicicletta. Ha sempre preso nella giusta misura il ciclismo. Quando era ragazzino – racconta Secchi – non lo viveva da professionista ed ora che era professionista non lo viveva come una passione da ragazzo. L’ultima volta l’ho visto a San Benedetto del Tronto per la tappa della Tirreno-Adriatico, prima della gara a cronometro, mentre era con i figli che giocavano con i figli di atleti di altre squadre. Rappresentava l’esempio più genuino ed autentico dello sport, soprattutto per le giovani generazioni. Scherzoso, allegro e gioviale, ma serissimo nella sua professione. Lo ha dimostrato anche stamattina. Era tornato solo ieri dalla gara del Trentino e questa mattina alle 8 era di nuovo in sella alla sua bicicletta. Presto, perché voleva poi passare del tempo con i suoi figli, domani sarebbe dovuto infatti partire per il ritiro per il Giro d’Italia in Sicilia».

Su suggerimento di alcun società giovanili, il comitato regionale della Federazione ha ritenuto opportuno annullare la manifestazione per giovanissimi, Trofeo Piersanti, che si sarebbe dovuta svolgere oggi pomeriggio a Pesaro in località Villa Ceccolini.

Un ricordo di Scarponi

Tanti i ricordi e i tributi dal mondo dello sport, a Treia la maratona del Santuario del Santissimo Crocefisso è stata dedicata a Michele Scarponi. Anche il ciclista britannico, Mark Cavendish, ha ricordato il collega su Twitter descrivendo Scarponi come “una delle persone più simpatiche che avreste mai potuto incontrare. Assolutamente devastante leggere le tragiche notizie su di lui”. Il ricordo di Valentina Vezzali oggi pomeriggio durante un convegno a Tolentino: «Ho saputo da poco della sua scomparsa e mi dispiace tantissimo. Lo scorso luglio eravamo insieme a Portonovo dove ci hanno consegnato il premio Marchigiano dell’anno. Era sul palco insieme ai suoi due gemellini e da mamma posso capire come questo sia un momento davvero difficile. Il mio pensiero oggi va a lui».

 

 

 

 

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