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Delitto Pinciaroli, trovati 3mila euro
nelle tasche del veterinario
Mistero sul portadocumenti

OMICIDIO A OSIMO - I carabinieri hanno rinvenuto il denaro che evidentemente chi lo ha ucciso non ha preso. Valerio Andreucci, accusato di aver assassinato il 53enne, domani comparirà davanti al giudice per la convalida del fermo
martedì 23 maggio 2017 - Ore 21:39
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Valerio Andreucci e Olindo Pinciaroli

Olindo Pinciaroli aveva in tasca un mazzo con circa 3mila euro, che sono stati ritrovati dai carabinieri. Denaro che, da quanto emerge dalle indagini, evidentemente non è stato toccato da chi lo ha ucciso. Non è stato invece trovato il portadocumenti che il veterinario 53enne originario di Urbisaglia e residente a Montelupone, aveva con sé e di cui ha parlato Valerio Andreucci, il collaboratore di Pinciaroli che è accusato del delitto. Il giovane istruttore di equitazione comparirà davanti al giudice per l’udienza di convalida del fermo e l’interrogatorio di garanzia.

Usava andare in giro con parecchio denaro, Olindo Pinciaroli. Denaro sufficiente, emerge dalle indagini, per poter acquistare cash, ad esempio, un cavallo: la sua passione. I carabinieri nelle tasche del veterinario ucciso avrebbero trovato un mazzo con parecchi soldi: circa 3mila euro. Denaro che chi lo ha assassinato domenica lungo la Chiaravallese, nel comune di Osimo, non ha preso. Invece, sempre da quanto emerge dalle indagini (su cui gli investigatori tengono il più stretto riserbo), Valerio Andreucci avrebbe riferito di un portadocumenti che il veterinario aveva con sé e che è stato cercato dai carabinieri ma non è stato trovato.

I carabinieri sul luogo del delitto

Finora mancherebbe il movente del delitto, ma i carabinieri della Compagnia di Osimo e del Nucleo operativo di Ancona, coordinati dal pm Marco Pucilli, ritengono che l’omicida sia il 23enne istruttore di cavalli. A sostegno di questa tesi il fatto che sarebbero state trovate impronte digitali del giovane sul coltello usato per uccidere il veterinario, abbandonato a 100 metri di distanza dal furgone, e anche la ricostruzione dei fatti che aveva dato il giovane sul momento, quando parlava di uno speronamento, di cui però non ci sarebbe traccia. E chissà che non sia il denaro il movente che ha spinto il giovane ad uccidere, sempre attenendosi alla tesi accusatoria. Per ora non sono emersi nel corso delle indagini attriti tra il 23enne collaboratore e il veterinario. Tra l’altro i due si erano conosciuti da poche settimane e avevano il progetto di lavorare insieme per l’apertura di un nuovo maneggio ad Osimo.

E proprio nell’agriturismo del maneggio, in via Striscioni, era ospite da qualche giorno Andreucci. Domenica mattina il veterinario lo aveva raggiunto proprio lì. Secondo gli accordi Andreucci avrebbe avuto vitto e alloggio gratuiti all’agriturismo del maneggio che il veterinario e il suo socio, Nicola Pacetti, stavano per inaugurare.

Domani mattina il 23enne comparirà davanti al gip per la convalida del fermo. Con lui ci sarà il suo legale, l’avvocato Alessandro Angelozzi, che oggi non ha incontrato il suo cliente in carcere «lo vedrò domani mattina prima dell’interrogatorio». Il giovane ieri era sotto choc e non in grado di formulare discorsi coerenti, aveva detto il legale dopo il loro primo incontro nel carcere di Montacuto di Ancona. Sempre domani mattina il medico legale Adriano Tagliabracci svolgerà l’autopsia sul corpo di Pinciaroli.

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