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Scomparso da domenica,
è stato trovato il corpo senza vita
di Ennio Raponi (Video)

ANCONA - Il ritrovamento verso le 12.30 ad appena una decina di metri dalla sua abitazione di via Gentiloni da dove era scomparso domenica mattina. Il corpo nascosto alla vista dei soccorritori dietro alle mura della chiesa di San Carlo Borromeo. Per la procura non ci sono dubbi: è stato fatale un malore
venerdì 29 settembre 2017 - Ore 11:19
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Le ricerche che hanno portato al ritrovamento di Ennio Raponi e le testimonianze dei soccorritori

Ennio Raponi

di Federica Serfilippi

(foto Giusy Marinelli)

È stato trovato morto a dieci metri da casa sua, dietro il muretto della chiesa di San Carlo Borromeo. È proprio in quel punto che alcuni residenti avevano visto di sfuggita Ennio Raponi domenica mattina. L’ultimo avvistamento, poi sembrava essere scomparso nel nulla. E invece è sempre rimasto lì, immerso tra la vegetazione della chiesa di quartiere. A scovare il corpo questa mattina, attorno alle 12.30, sono stati i carabinieri dell’Unità Cinofila di Pesaro, guidati da un pastore tedesco di nome Falco, arrivati attorno alle 9 per battere senza sosta le zone del Pincio e di Borgo Rodi, fino al Palascherma. Ad aiutarli nelle ricerche, i militari del Radiomobile, della caserma di via Piave, la protezione civile, i vigili del fuoco e persino un medium arrivato da Sant’Angelo in Vado. «Percepisco la sua presenza. Vedo un muro» diceva alle squadre di ricerca il veggente, già impiegato dalle forze dell’ordine durante i sopralluoghi per trovare il corpo di Yara Gambirasio. Le sue parole non sono andate molto lontane dalla realtà dei fatti.

La zona del ritrovamento

Dopo quasi quattro ore, Raponi è stato trovato. «Falco spingeva verso la chiesa – hanno raccontato gli appuntati Mirko Mair e Stefano Baldazzi – così ci siamo spinti verso quel muretto. È difficile che il fiuto del cane sbagli». Sarebbe stato un malore, Raponi soffriva di problemi cardiaci, a fargli perdere l’equilibrio e farlo cadere oltre il muro. Questa è l’ipotesi più accreditata. Per la procura non ci sarebbero dubbi. Il suo corpo, infatti, non presenta segni di violenza. Addosso all’anziano, ex titolare del Fresco Coal di Borgo Rodi, è stato trovato il portafoglio con i documenti. Al polso aveva ancora il Rolex, quell’orologio per cui la famiglia aveva pensato che l’anziano potesse essere stato aggredito e rapinato. Sull’uomo non verranno svolti esami autoptici. Dopo l’accertamento del medico legale arrivato sul posto, il corpo è stato trasportato all’obitorio di Torrette per essere messo a disposizione dei familiari. Durante il ritrovamento, erano presenti due nipoti e un cognato. Poi, quando la notizia della morte dell’anziano si è sparsa, gran parte della famiglia si è congiunta davanti alla chiesa, abbracciandosi in un pianto commosso. «Proprio su quel marciapiede che costeggia il muro – ha detto la nipote Sara Bertazzo – ci ero passata martedì per cercare di trovarlo. Almeno, ci consola il fatto che non sia stato aggredito». Sotto choc tutto il quartiere, dove l’80enne era molto conosciuto. Amava passeggiare lungo via Gentiloni e via Angelini, ma non si allontanava mai troppo, per non stancare le gambe e affaticare il cuore. «Non lasciava mai la strada principale – racconta un vicino di casa -. Passava sempre sul marciapiede, gli piaceva molto camminare e fermarsi a parlare con tutti. Era socievole e noi residenti gli volevamo bene. È per questo che quando è scomparso, tutti ci siamo mobilitati per cercarlo». Raponi lascia la moglie, una figlia e nipoti, alcuni dei quali portano ancora avanti l’attività di famiglia avviata negli anni Cinquanta. I funerali, molto probabilmente, si terranno nella chiesa di San Carlo Borromeo. Ancora da decidere la data.

(servizio aggiornato alle 16.15)

 

Nessuna traccia di Ennio, la famiglia si rivolge a “Chi l’ha visto”

 

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