facebook rss

Commissione d’inchiesta su Bm,
«Come ha vigilato Bankitalia?»

INCHIESTA - Corrado Canafoglia, rappresentante dell'Unione nazionale consumatori e di oltre 2800 risparmiatori che hanno subito perdite dopo il default dell'istituto di credito, è stato ascoltato oggi dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario in merito al crac Banca Marche. Presentato un esposto sulle fasi post Bianconi
mercoledì 6 Dicembre 2017 - Ore 20:14
Print Friendly, PDF & Email

L’avvocato Canafoglia con le valigie piene di documenti durante l’udienza preliminare per il crac della banca

 

«Banca Marche è l’istituto che, tra le quattro banche risolte, rappresenta più delle altre il grande buco. Su un miliardo e 700 milioni di euro, Bdm ha un miliardo di perdite, gli altri soldi sono divisi tra gli altri tre istituti. È per questo che i risparmiatori meritano un’attenzione particolare in questa vicenda». È iniziato con queste parole il discorso dell’avvocato Corrado Canafoglia, rappresentante dell’Unione nazionale consumatori e di circa 2800 persone danneggiate dal crac della banca, durante l’audizione in Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario tenutasi oggi a Roma e presieduta da Pierferdinando Casini. Il legale ha ripercorso le sorti dell’istituto di credito, dal commissariamento fino alla vendita per 0,33 centesimi a Ubi Banca «per rilevare 279 filiali su tutto il territorio». Ci sono state tre fasi che hanno portato al default, secondo l’avvocato: «Una è l’era Bianconi che riguarda la concessione e la gestione dei mutui, fino al luglio 2012, e da cui è derivato il processo in atto. Poi, c’è stato il post Bianconi fino al 2013 quando è stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione e infine il periodo del commissariamento, terminato nel 2015. Noi vogliamo soffermarci proprio su queste ultime due fasi che non hanno ricevuto alcun tipo di attenzione da parte della procura. E chiarire alcuni punti, che riguardano gli organi di controllo. Bankitalia e Consob hanno vigilato? Come lo hanno fatto? Ci sono state piccole disattenzioni o qualcosa di più? Sono questi i problemi che vogliamo porre alla magistratura e alla Commissione. Proprio in merito, nell’aprile 2017, abbiamo presentato un esposto in tre diverse procure, esteso per conoscenza al presidente Gentiloni, al ministro Padoan e al sottosegretario Baretta. Ancora non conosciamo l’esito di quanto prodotto, forse i tempi non sono maturi». La documentazione, che è stata anche depositata in Commissione, riguarda quattro punti: l’aumento di capitale sociale deliberato nel 2012, la svalutazione crediti deteriorati, e l’excursus delle vicende societarie prima e durante il commissariamento della banca. L’audizione in Commissione si è svolta all’indomani della notizia del sequestro di 15 milioni di euro nei confronti di sei ex amministratori di Medioleasing.

Crac Banca Marche: Nbm ottiene sequestro di 15 milioni di euro agli ex vertici Medioleasing

Print Friendly, PDF & Email


Articoli correlati

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X