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Omicidio Rapposelli, il gip di Teramo
conferma: “I Santoleri in carcere”

INCHIESTA SULLA PITTRICE - La nuova ordinanza che replica quella emessa ad inizio mese dal tribunale dorico è stata firmata dal giudice Roberto Veneziano di Teramo. L'ulteriore provvedimento nei confronti del figlio e del marito di Renata è stato necessario con il passaggio del fascicolo alla procura abruzzese, dopo l'incompetenza dichiarata su basi territoriali da quella di Ancona

Simone e Giuseppe Santoleri

 

Nuova ordinanza di misura cautelare in carcere per Giuseppe e Simone Santoleri, indagati per l’omicidio e la distruzione del cadavere di Renata Rapposelli, la pittrice teatina trovata morta il 10 novembre, a Tolentino, a quasi un mese dalla sua scomparsa. A firmare l’ordinanza sulla base di quanto giù scritto dal gip di Ancona Carlo Cimini è stato il giudice Roberto Veneziano, su richiesta del pm di Teramo Enrica Medori. Il provvedimento è stato notificato ai Santoleri questa mattina in carcere a Castrogno, dove sono detenuti dall’inizio del mese. La necessità di emettere una nuova ordinanza è dovuta al fatto che il fascicolo è passato per competenza territoriale alla procura di Teramo, subito dopo la carcerazione dei Santoleri, rimasti per quattro mesi indagati a piede libero con la duplice accusa di concorso in omicidio volontario e distruzione di cadavere. Il corpo di Renata è ancora bloccato all’obitorio di Macerata perchè gli esami autoptici non si sono conclusi. Il provvedimento abruzzese verrà visionato dalla difesa dei Santoleri il prossimo lunedì. Intanto, però, gli avvocati hanno chiesto la scarcerazione sulla base delle motivazioni contenute nell’ordinanza redatta dal gip dorico. Ricorreranno al Riesame. Se dovesse esprimere parere negativo, l’ultima alternativa sarebbe il ricorso in Cassazione.

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