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Sanità, i nodi dei sindacati:
«Regione tergiversa sulle indennità
e i lavoratori perdono soldi ogni mese»

MOBILITAZIONE - Incontro ieri di Cgil, Cisl e Uil con il Servizio salute. Critiche sui bonus ai direttori delle aziende sanitarie: «Stride assai con gli effetti negativi in busta paga». Situazione aggravata «dai tetti di spesa delle quattro aziende: si tolgono cifre ingenti ai territori». Aperta anche la partita delle stabilizzazioni «mancano ancora, così come i piani assunzione»
venerdì 8 Febbraio 2019 - Ore 19:23
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Sanità, i sindacati lamentano l’assenza della Regione sulle disposizioni in materia di indennità del personale che così vengono applicate in modo disomogeneo dalle aziende con lavoratori che ogni mese perdono dagli 80 ai 100 euro. Tra i nodi anche quello delle stabilizzazioni e i tetti di spesa che, dicono Fp Cigl, Uil Fp e Cisl Fp, «tolgono cifre ingenti ai territori». Resta lo stato di mobilitazione del personale sanitario. I sindacati intervengono dopo l’incontro di ieri con il Servizio salute della Regione. «A distanza di 5 mesi dal primo incontro, la Regione continua a tergiversare e lasciare all’autonoma determinazione delle singole aziende le innovazioni avvenute sugli istituti contrattuali. Sul piatto del confronto odierno la questione delle nuove disposizioni contrattuali in materia di indennità per il personale sanitario e tecnico turnista che, solo nelle Marche, vengono applicate in modo letterale e distorto arrecando una perdita di tra gli 80 e 100 euro mensili alle lavoratrici e lavoratori».

Il sindacalista Marcello Evangelista della Uil Fp

Una cosa che «stride assai» con «i bonus ai direttori delle aziende sanitarie: vengono premiati con circa 30mila euro di bonus a dispetto degli effetti invece negativi in busta paga dei dipendenti determinatisi dalle interpretazioni contrattuali di parte datoriale». La Regione «omettendo il proprio ruolo di coordinamento permette che lo stesso istituto oltre che penalizzante sia gestito ed applicato dalle aziende in modo disomogeneo». I sindacati chiedono inoltre che «nell’ambito della discussione sul Piano socio sanitario regionale sia riconosciuta dall’esecutivo regionale la valenza strategica del personale: il tavolo di confronto deve essere lo strumento di valorizzazione del personale attraverso un proficuo e costante quadro di relazioni sindacali durature ma ciò che sta emergendo dai tavoli va nella direzione completamente opposta». Non bastasse, continuano le tre sigle «ad aggravare la situazione la decisione unilaterale sui tetti di spesa delle quattro aziende: si tolgono cifre ingenti ai territori (le Aree Vaste) per incrementare le aziende ospedaliere in completa incoerenza con la decisione della Regione di potenziare case della salute, consultori, domiciliari e residenziali, con un ulteriore criticità nel nostro territorio: il sisma del 2016 con i più ingenti danni anche alle strutture sanitarie dell’AV3. Ma all’appello del confronto regionale mancano ancora le stabilizzazioni e relativi piani assunzione dei quali ancora non abbiamo ricevuto nessun dato sugli aventi diritto, ed informazioni chiare e certificate sulla quantificazione e l’utilizzo dei fondi contrattuali peraltro impiegati senza indicazioni univoche sulla loro corretta costituzione». I sindacati continuano dicendo che la mobilitazione del personale del servizio sanitario regionale andrà avanti ad oltranza e chiedono l’intervento dell’assessore alla Salute.  

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