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Attacco del Punteruolo Rosso:
“pressing” sul Comune, Legambiente
scrive alla Soprintendenza

ANCONA - Il circolo ambientalista “Il Pungitopo” mappa le zone con esemplari storici e denuncia: «Sembra che manchi la volontà politica di interventi di prevenzione». L’Assam: «Monitoraggi ok, ma l’assessore non ha chiesto un protocollo d’intesa»
lunedì 4 Marzo 2019 - Ore 20:08
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di Giampaolo Milzi

Scende in campo anche la Soprintendenza unica delle Marche nella guerra dichiarata alle palme di Ancona e dintorni dal devastante Punteruolo Rosso. L’esotico insettino che ha già condannato a morte (eseguita la “sentenza” di abbattimento) di un giovane e basso esemplare di “Phoenix Canariensis” e aggredito pesantemente un’altra pianta della stessa specie più anziana e molto alta messa sotto cura, entrambe a piazza Cavour, oltre ad aver reso moribonda una palma nella zona che dal viale della Vittoria sale verso la Panoramica nella primavera 2018, anche questa troncata dai tecnici del Servizio verde municipale. A convincere tramite una lettera la Soprintendenza, il circolo di Legambiente Ancona “Il Pungitopo”, che già l’anno scorso aveva avvertito l’Amministrazione comunale del fortissimo pericolo, quasi una certezza, che l’ultra vorace Punteruolo (nome scientifico “Rhynchophorus ferrugineus”) stesse oltrepassando i confini territoriali del capoluogo dorico, suggerendo al Servizio verde misure preventive che tuttavia non erano state attuate. L’architetto Biagio De Martinis, funzionario di zona per i Beni storico-paesaggistici della Soprintendenza «ha assicurato che scriverà in merito al Comune», ha dichiarato Giorgio Petetti, notissimo botanico e insegnante anconetano, membro di spicco del circolo ambientalista, reduce da un incontro proprio con De Martinis.
Ma come si attiverà De Martinis? Moltissime delle palme anconetane abbelliscono piazze e giardini storici della città, e quindi – secondo “Il Pungitopo” – si tratta di “zone verdi tutelate dal decreto ministeriale del 12/12/1959 e dal decreto legislativo n° 42 del 2004”. Inoltre, si legge sempre nella lettera del circolo, “esistono specifici vincoli per il parco di Villa Almagià/Villa Santa Margherita, sede amministrativa dell’Inrca, e per largo Cappelli”. Beni paesaggistici, come antichi monumenti, dunque, le palme storiche. E quindi per legge – sempre che siano stati emessi mirati provvedimenti di vincolo dalla Soprintendenza – da proteggere nei modi possibili dai proprietari, che siano enti o istituzioni pubbliche o private, aziende, associazioni o singoli cittadini. Ecco cosa il funzionario De Martinis ricorderà al Comune. Ma la missiva del “Pungitopo”, dopo due incontri tra Petetti e l’assessore municipale alle Manutenzioni, Stefano Foresi, abbandonata la diplomazia, suona fortemente critica proprio nei confronti dell’amministrazione comunale: «Attualmente, gli interventi attuati sono di solo monitoraggio, di abbattimento e di cura, ma non viene posto in essere alcun tipo di intervento possibile di prevenzione». Prevenzione, proprio per evitare la sparizione delle palme storiche, è dunque la parola d’ordine che rimbalzerà, sempre via lettera, fino al Comune. Comune, va sottolineato, che non se n’è stato con le mani in mano. “Controlli e monitoraggi sono stati effettuati in modo sistematico dal Servizio Verde ormai da tempo (da quanto non si sa, ndr) in tutte le palme delle principali piazze del centro città (…) Ma il Servizio ha riscontrato la presenza di attacchi di Punteruolo Rosso a piazza Cavour solo a gennaio”, si legge in una nota diramata sotto la regia di Foresi il 28 gennaio scorso, appunto. Probabilmente troppo tardi per arginare “alla radice” l’invasione infestante del malefico Punteruolo-bestiaccia, originario dell’Estremo Oriente. Da gennaio il Servizio verde municipale ha chiesto e ottenuto l’aiuto più importante e professionale, quello del Servizio fitosanitario dell’Assam (i tecnici dei due servizi hanno operato insieme a piazza Cavour). E all’Assam sono “ragionevolmente preoccupati”, come ha dichiarato a Cronache Ancona l’agronomo Sandro Nardi, coordinatore dell’equipe fitosanitaria. Il quale, ha fatto il punto sulla situazione a possibile esito epidemico in città: «In teoria tutte sotto possibile attacco le palme di piazza Cavour e certamente in pericolo pur senza segni evidenti di ammaloramento; a rischio quelle di piazza Stamira, largo Cappelli e Villa Santa Margherita/Almagià». E ha aggiunto: «Tutte sono sotto o in attesa di monitoraggio». Ecco, monitoraggio, ma non prevenzione. Perché? Nardi: «Puntualizzo che il monitoraggio è già una misura di prevenzione. Ma è anche vero che tra Assam e Comune non è stato sottoscritto, perché non ci è stato richiesto, alcun protocollo d’intesa per gli interventi di prevenzione. Così come tali interventi non ci sono stati richiesti da altri soggetti, quindi ci siamo limitati a suggerirli al Comune, o a singoli privati che ci hanno interpellato, come avvenuto ad esempio a Palombina». Quanto alle modalità di prevenzione, che richiedono una spesa significativa, possono essere sostanzialmente di due tipi: «per aspersione», attraverso lo spruzzamento di sostante chimiche o naturali sulle palme (nei casi di zone ad alta residenzialità si evita l’intervento chimico); o per «endoterapia», tramite iniezioni negli esemplare malati, in queste occasioni sempre di sostanze chimiche. Ancora Nardi: «In questa settimana contatteremo anche noi la Soprintendenza per le palme storiche, per verificare se sono vincolate, in tal caso possiamo agire d’ufficio, per legge, in ogni modo. Potremmo contattare anche l’Inrca. Siamo a disposizione di tutti per consigli e suggerimenti, abbiamo lanciato l’amo, ci aspettiamo risposte».
Tornando alla lettera de “Il Pungitopo” alla Soprintendenza, vi si precisa “che gli interventi di prevenzione sono possibili, sembra però purtroppo che manchi la volontà politica di attuarli” (e qui la “stoccata” all’amministrazione comunale è evidente).
Di più, la lettera contiene una vera e propria mappatura delle zone verdi storiche in cui si chiede di attuare gli interventi di prevenzione, con tanto di numeri delle palme a rischio. Eccola in sintesi. Largo Cappelli: 7 esemplari, di cui 2 “Phoenix Canariensis” (delle Canarie), 1 “Washington filifera” (della California), 4 cespugli di “Chamaerops humilis” (palma di San Pietro). Piazza Cavour: 8 esemplari di “Canariensis” (al netto di quello abbattuto e di quello che forse a fine marzo si salverà), 8 cespugli (San Pietro). Piazza Stamira: 4 “Canariensis”, 2 cespugli (San Pietro), 3 “Trachycarpus fortunei” (palma della Cina). Villa Santa Margherita/Alamgià/Inrca: 3 Washington filifera, 8 cespugli (di San Pietro), 10 “Trachycarpus fortunei”. “Il Pungitopo” chiede interventi di prevenzione anche per le palme nei giardini privati adiacenti al Parco del Passetto o al suo interno e, poiché sotto tutela del Piano paesistico regionale, per quelle di via Panoramica, nella Pineta del Passetto e nel Parco di Villa Beer alle Grazie.

Palme sotto attacco del Punteruolo Rosso: non solo piazza Cavour, controlli a piazza Stamira e largo Cappelli

 

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