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Maxi giro di spaccio di hashish,
in sette rinviati a giudizio:
tra loro c’è Marouane Farah

IN AULA - L'indagine dei carabinieri aveva portato al sequestro di oltre 200 chili di hashish. Dall'inchiesta sono emersi ulteriori episodi. Tra gli imputati c'è il 35enne condannato a 10 anni per l'omicidio stradale di Gianluca Carotti e Elisa Del Vicario. Oggi aveva anche un secondo procedimento, in quel caso doveva rispondere sia di spaccio che di aver denunciato falsamente di aver smarrito la patente (che gli venne trovata addosso dopo il tragico incidente)
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Marouane Farah in tribunale

 

di Gianluca Ginella

Un giro di decine di chili di hashish in provincia, sette persone a giudizio dal gup del tribunale di Macerata. Tra loro il 35enne Farah Maroune, già condannato a 10 anni per l’omicidio stradale di Gianluca Carotti e Elisa Del Vicario (l’incidente era avvenuto il 3 marzo del 2019). L’indagine sullo spaccio di droga era dei carabinieri del Reparto operativo di Macerata. Nell’aprile 2018 avevano sequestrato 224 chili di hashish a Montegranaro. Per questo episodio alcuni degli imputati Marouane Farah, il fratello, Zakaria Farah, 22 anni, residente a Monte San Giusto, il 40enne Hassan Sougrate e il 29enne Dante Rossi, di Civitanova, avevano già definito in un altro procedimento. L’accusa invece resta in piedi, nell’udienza che si è svolta questa mattina davanti al gup Domenico Potetti del tribunale di Macerata, per altri due imputati: Mohamed Laraichi, marocchino, 30enne, e Brahim Laraichi, 26 anni, residente a Morrovalle. Oltre al sequestro dei 224 chili di hashish, le indagini dei carabinieri hanno portato a galla altri presunti episodi di spaccio, con un giro di chili e chili di hashish. Da qui le ulteriori contestazioni nell’udienza che si è svolta oggi dal gup. Dei dodici imputati, sette sono quelli rinviati a giudizio: oltre a Marouane e Zakaria Farah, e a Rossi, si tratta di Brahim Laraichi, Ashraf Emad Ali Ali, 31 anni, egiziano, Mohammed Ganouar, 44, marocchino, e Rida El Khalidi, 31, marocchino. Per altri tre la difesa ha chiesto il rito alternativo, si tratta di Hassan Sougrate, marocchino, 40 anni, Mohammed Abouali, 21, marocchino, Yassine El Oumani, 32, marocchino. Sospeso il procedimento, perché irreperibili, per Mohamed Laraichi, marocchino, 30enne, e per Yassine Yaacubi, 38, marocchino.

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Le valigie con l’hashish sequestrato

I fatti contestati risalgono al 2017 e al 2018 e sarebbero avvenuti tra Monte San Giusto, Montecosaro e Montegranaro. Tra gli episodi contestati c’è quello della detenzione di 60 chili di hashish che vennero trasportati, nel settembre 2017, dice l’accusa, da Roma a Monte San Giusto. Di questo sono accusati Mohamed e Brahim Laraichi, Marouane Farah e Abouali. A Mohamed Laraichi, Marouane Farah e Aboubali viene contestato il trasporto di 2,5 chili di cocaina, da Milano a Monte San Giusto (nell’ottobre 2017). Ad Abouali viene contestato di aver detenuto, dopo averla sottratta a Mohamed Laraichi e Marouane Farah, 4 chili di hashish e 323 grammi di cocaina. E ancora, a Mohamed Laraichi, Marouane e Zakaria Farah vengono contestate 4 cessioni di droga per un totale di 1,9 chili di hashish, tra il febbraio e il marzo del 2018. A Mohamed Laraichi, ai due Farah e a Dante Rossi viene contestato di aver ceduto, il 7 marzo 2018, un chilo di hashish. Mohamed Laraichi e Marouane Farah devono inoltre rispondere dello spaccio di un ulteriore chilo di hashish a Monte San Giusto, il 20 marzo 2018. Ad un altro imputato, Yassine El Oumami, viene contestata la cessione di un panetto di 100 grammi, e insieme a Rida El Khalidi, la cessione, in almeno 3 occasioni, di un panetto di 100 grammi ad un cliente.

Elisa e Gianluca

A Emad Ali Ali viene contestato di aver ceduto 100 grammi di hashish a due persone. A Yaacoubi Yassine viene contestata la detenzione di mezzo chilo di hashish. Inoltre, insieme a Ganouar, gli vengono contestati due episodi di detenzione di un chilo di hashish (fatti che sarebbero avvenuti nel marzo 2018 a Monte San Giusto). Gli imputati sono difesi dagli avvocati Emanuele Senesi, Giuseppe Marini, Giovanni Galeota, Giuliano Giordani, Giorgio Di Tomassi, Donatello Prete, Maika Catani. Per quanto riguarda Marouane, che si trova in carcere e oggi è arrivato in tribunale in ambulanza, era imputato anche in un altro procedimento davanti al gup e questa mattina la difesa ha chiesto di fare il processo con rito abbreviato (l’udienza è stata rinviata a dicembre). In quel caso deve rispondere di due reati che gli sono stati contestati dopo l’incidente mortale avvenuto a Porto Recanati. In seguito c’era stata una perquisizione a casa sua e vennero trovati 90 grammi di hashish nella camera da letto della sua casa di Monte San Giusto. Inoltre gli viene contestato di aver dichiarato il falso presentando, il 22 gennaio 2019, la denuncia ai carabinieri sullo smarrimento della patente (scaduta il 14 gennaio 2019) e che poi gli venne trovata addosso dopo l’incidente mortale a Porto Recanati.  

 

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