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Futuro del porto, Mancinelli:
«L’Authority ha fatto bene,
continuare su questa strada»

ANCONA - Il primo cittadino sulla questione del ritardo legato alla conferma o meno di Rodolfo Giampieri alla guida del sistema che coordina gli scali del medio Adriatico: «In questi anni guida più che positiva con il raggiungimento di traguardi tangibili»
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Mancinelli e Giampieri

 

«Le associazioni degli spedizionieri e degli agenti marittimi, le parti sociali, le associazioni di categoria, la Camera di Commercio sono state esplicite: apprezzano il lavoro svolto in questi anni dall’attuale presidente, sono consapevoli di un programma in corso con progetti che vanno completati, avvertono della difficoltà del momento che impone continuità e compattezza per superare la crisi. Come sindaco non posso che stare dalla loro parte. Su quel terreno vanno fatte le scelte relative alla guida dell’Autorità di sistema portuale». Così il sindaco Valeria Mancinelli sulla questione del ritardo legato alla conferma o meno di Rodolfo Giampieri alla guida del sistema che coordina gli scali del medio Adriatico. La nomina deve essere fatta dal ministro De Micheli.  «La qualità della governance di un porto – ha detto il primo cittadino – si misura su terreni molto laici: quanto sia capace di produrre risultati, per l’economia dello stesso porto e del territorio, e quanta visione abbia nel relazionarsi con le isitituzioni e le comunità su cui insiste. Ebbene su questo terreno la guida degli ultimi anni dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale è stata più che positiva. Voglio solo ricordare alcuni risultati tangibili: ha ottimamente gestito l’ingresso di nuovi porti di Marche e Abruzzo nel sistema portuale di Ancona, ha attivato una banchina container su cui oggi si muovono decine di migliaia di merci, sta portando a compimento la riqualificazione di altre banchine destinate alle merci, ha posto le basi per trovare nuovi spazi di sviluppo per i traghetti e la logistica, ha rilocalizzato le movimentazioni di mezzi pesanti allo scalo Marotti, ha supportato lo sviluppo della cantieristica, oggi forse il più grande bacino di lavoro delle Marche, ha messo in campo tanti progetti di sviluppo che vanno portati a termine. Ha inoltre attivato un rapporto costruttivo con il territorio, con il nostro per primo: abbiamo affrontato le questioni ambientali, quelle della mobilità, lo sviluppo economico coniugato con la vivibilità, di cui è espressione massima il porto antico.  E’ insensato invece pensare che quello possa essere il terreno delle spartizioni partitiche, dei manuali Cencelli, o peggio ancora della colonizzazione delle Marche da parte del potere centrale. Questa Authority ha fatto e fatto bene per i nostri territori. E su questa strada deve continuare».

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