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Riapertura area Covid al Carlo Urbani,
la denuncia degli infermieri:
«Carenza di personale»

JESI - Il comparto di Pneumologia ha inviato una lettera al Tribunale del Malato e all'Asur per segnalare criticità circa la dotazione organica del reparto. Gli operatori non sarebbero aumentati nonostante l'incremento dei posti letto
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Il pronto soccorso dell’ospedale di Jesi

 

Riapre l’area Covid all’ospedale Carlo Urbani di Jesi, ma la pianta organica del personale rimane la stessa. E’ quanto denunciato dagli infermieri dell’area di Pneumologica dell’ospedale jesino in una lettera arrivata ieri al Tribunale del Malato e ai dirigenti dell’Asur. A sostenere la denuncia degli infermieri è il sindacato Nursind, con i segretari Matteo Rignanese ed Elsa Frogioni.  «I colleghi – ha fatto sapere il sindacato – segnalano che nonostante un notevole incremento della complessità assistenziale con 8 pazienti Covid-19 di cui 4 di semintensiva e 4 meno gravi, la dotazione organica del personale di assistenza infermieristico e degli operatori socio sanitari non è cambiato è rimasto identico al personale assegnato per il totale di 26 pazienti. La situazione invece dal 31 agosto con la trasformazione di 8 posti letto dedicati ai pazienti Covid si è radicalmente sovraccaricata. La complessità e intensità assistenziale di questi pazienti è nota a tutti ed è un dato scientifico oggettivo, quindi l’organizzazione assistenziale doveva assolutamente prevedere un aumento delle risorse professionali necessarie, invece nulla. Attualmente particolarmente onerosa e critica la condizione del turno notturno dalle ore 22.00- 6.00 dove 1 solo infermiere in turno è obbligato ad occuparsi delle necessità dei pazienti critici Covid. Sembra assurdo ma è la realtà, l’azienda ha di fatto abbandonato questi pazienti, perché è chiaro che tale patologia e le necessità di questi pazienti non possano essere affrontate da 1 solo infermiere senza neanche il supporto dell’operatore socio sanitario e la presenza del medico del reparto». Continua la denuncia del sindacato: «Se ci sono problemi, è il professionista sanitario in prima linea a doversi far carico
di tutto a discapito in primis della qualità ed esiti di cure che sono chiaramente direttamente collegati al numero di professionisti che si prendono cura dei pazienti. Questo per il Sindacato delle Professioni Infermieristiche Nursind segreteria di Ancona è inaccettabile per la dignità e tutela sia dei pazienti che dei professionisti, lasciati completamente soli ad affrontare la pandemia da chi ha responsabilità e mezzi per operare le scelte idonee e giuste. Pertanto la segreteria Nursind di Ancona, a tal riguardo, nel caso di ulteriori inadempimenti da
parte dell’amministrazione competente, si riserva di segnalare alla Procura della Repubblica, questi disservizi gestionali che possono solo peggiorare il quadro esistente e la salute dei cittadini». Ad oggi, i pazienti ricoverati nell’area Covid del Carlo Urbani sono cinque.

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