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Un bullo abbandona la comunità,
un altro pesta due ragazzi
«Va revocata la messa alla prova»

ANCONA - I due, un 18enne e un 19enne, dovevano seguire un percorso rieducativo per far chiudere il procedimento aperto per stalking e estorsione, reati per cui erano stati arrestati nel 2020 con l'accusa di aver tartassato dei coetanei. La procura ha chiesto di far concludere il progetto e collocarli ai domiciliari perchè uno ha abbandonato la struttura dove si trovava, un altro ha aggredito (in concorso) due giovani
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foto d’archivio

 

Era stata concessa dal giudice la messa alla prova, con un percorso rieducativo da compiere in comunità. Uno, un 18enne anconetano, avrebbe dovuto seguire un programma della durata di 18 mesi. Per un altro, 19enne falconarese, era stato predisposto un progetto di 27 mesi. Al centro, volontariato, scuola, percorsi formativi e rieducativi. E’ successo che il primo ha abbandonato la comunità e non vi ha fatto più ritorno. E che il secondo è uscito dalla struttura, in concorso con altri ragazzi ha pestato e rapinato due giovani a Fano, e poi è rientrato. Ora, la procura ha chiesto per entrambi la revoca della messa alla prova e la collocazione agli arresti domiciliari in comunità, così da far tornare il fascicolo alla fase dell’udienza preliminare. Il giudice ha preso tempo, sospendendo entrambi i procedimenti: deciderà il prossimo 19 ottobre. E’, in estrema sintesi, quanto discusso ieri pomeriggio al tribunale dei minori per prendere in considerazione la posizione dei due ragazzi. Erano stati arrestati nell’ottobre del 2020 dalla polizia di Ancona con l’accusa di aver tartassato (quando erano minorenni, a partire dal 2018) alcuni loro coetanei, perseguitandoli con richieste di denaro, sigarette, percosse e minacce di morte.

L’avvocato Laura Versace

Assieme al 18ene e al 19enne erano finite in arresto altre tre persone. Per tutti le accuse sono stalking ed estorsione. Tra i cinque, c’era un maggiorenne all’epoca dei fatti, ora 20enne, già giudicato dal tribunale ordinario e condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione. Gli altri quatto hanno affrontato lo scorso inverno un procedimento al tribunale dei minori e a tutti è stata concessa la messa alla prova. Il 18enne, però, l’ha praticamente interrotta lo scorso agosto, quando è uscito dalla comunità (nel Pesarese) e non è più rientrato. Il 19enne (ospite di un’altra struttura, sempre nel Pesarese), stando all’accusa, si sarebbe reso protagonista (con altri sette ragazzi) del pestaggio avvenuto a Fano nel tardo pomeriggio dello scorso 8 maggio. Due giovani erano stati picchiati e rapinati. Uno – a cui era stato rotto il naso – era stato aggredito per aver difeso l’amico, preso di mira per aver lo smalto nero alle unghie delle mani. Viste entrambe le posizioni, la procura minorile ha chiesto che venga interrotta per entrambi i ragazzi la messa alla prova. Una decisione che non ha trovato d’accordo le difese. Il giudice, per il 18enne, ha chiesto ai servizi sociali di redigere un programma rieducativo più stringente di quello varato in un primo momento, da poter eventualmente svolgere in una comunità fuori dal territorio anconetano. Che la messa alla prova (sempre che non sia presa in considerazione la revoca) possa essere svolta in una struttura lontana dalla città dorica è stata una richiesta presentata in aula dall’avvocato Laura Versace, rappresentante di una vittima. Tutto verrà deciso il prossimo 19 ottobre.

(fe.ser)

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