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Caterpillar, gli operai bloccano la Ss 76

JESI - Al termine dell'assemblea sindacale i lavoratori hanno deciso di mobilitarsi entrando nella superstrada all'altezza dell'uscita di Jesi Est. Il 19 gennaio trasferta romana con protesta davanti al Mise. I parlamentari marchigiani del M5S rilanciano: «Il ministro Giorgetti batta un colpo e convochi il tavolo di crisi»
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I lavoratori della Caterpillar occupano la Ss 76 (foto Fiom Ancona)

 

Vertenza Caterpillar Jesi, i lavoratori protestano sulla Ss76. Fischietti, fumogeni, striscioni e cori nel corteo di circa 200 manifestanti che oggi ha bloccato il traffico all’altezza dell’uscita di Jesi Est della superstrada. La mobilitazione è stata decisa dagli operai al termine dell’assemblea convocata questa mattina da Fim, Fiom e Uilm nello stabilimento di via Roncaglia, all’esito di una video-conferenza dei sindacati con i rappresentanti di Confindustria e della multinazionale che ha annunciato la procedura di mobilità lo scorso 10 dicembre. I licenziamenti collettivi scatteranno dal 23 febbraio se non sarà raggiunto un accordo sindacale nei 75 giorni concessi dalla legge. Il tempo fugge e Mirco Rota (Fiom nazionale), presente con i rappresentanti regionali e territoriali della sigla sindacale, ha riferito ai lavoratori della richiesta mossa all’azienda, quella di rallentare la procedura  per valutare le proposte di eventuali acquirenti del sito jesino, che operano nello stesso ramo e comparto. Uno spiraglio, quello della vendita, lasciato trapelare dall’assessore regionale Stefano Aguzzi già nel giorno del grande corteo del 23 dicembre scorso a Jesi. Pare che si sarebbe fatta avanti un’azienda della provincia di Bergamo, ma dettagli e prospettive sono ancora tutti da mettere a fuoco. Si vocifera anche di un possibile sopralluogo fissato per la prossima settimana. Ulteriori azioni per la vertenza, con il conto alla rovescia che sta correndo sempre più velocemente verso la data clou di  febbraio, la trasferta capitolina dei lavoratori in programma per il 19 gennaio con mobilitazione davanti al Mise.

Intanto i parlamentari del Movimento 5 Stelle Marche tornano a ribadire in una nota che «le convocazioni dei tavoli sono in capo allo struttura di crisi del Mise che chiaramente segue le indicazioni politiche del ministro in carica. La nostra viceministra Todde, come tutto il gruppo locale e parlamentare 5 Stelle e lo stesso presidente della Regione, Francesco Acquaroli, in una lettera inviata al Mise lo scorso 14 dicembre, hanno chiesto più volte venisse individuata una data per la plenaria in modo da dare le necessarie risposte al territorio. Sembrerebbe però che per qualche motivazione ancora sconosciuta il tavolo non si voglia convocare. La Todde da quando ha le deleghe sulle crisi industriali ha sempre seguito in prima persone tutti i tavoli marchigiani, non ultimo quello sulla vicenda Elica a cui si è arrivati – grazie alla sua costanza e al suo lavoro – ad un importante risultato. La Lega non scarichi barile, Giorgetti batta un colpo e convochi il tavolo Caterpillar senza perdere ulteriore tempo. In gioco c’è il futuro di 250 famiglie».

 



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