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Omicidio Rapposelli,
i Santoleri devono rimanere in carcere

DELITTO - Respinto il ricorso che aveva presentato la difesa per chiedere la scarcerazione degli unici indagati per la morte della pittrice Reny, scomparsa da Ancona il 9 ottobre e ritrovata senza vita a Tolentino un mese dopo. L'ex marito Giuseppe dovrà rimanere in una cella di Teramo, il figlio a Lanciano
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Simone e Giuseppe Santoleri

 

Ricorso respinto: Simone e Giuseppe Santoleri rimangono in carcere. Questa la decisione presa dal Tribunale del Riesame dell’Aquila a cui si era rivolta la difesa dei due indagati che da oltre un mese sono in cella con l’accusa di aver ucciso e occultato il cadavere della pittrice Renata Rapposelli, madre di Giuseppe ed ex moglie di Pino. La misura cautelare era stata firmata dal gip dorico Carlo Cimini su richiesta del pm Andrea Laurino. Poi, le indagini sono passate per competenza territoriale in Abruzzo, dove è stata redatta un’altra misura cautelare. Ad occuparsi del caso è ora la procura di Teramo, provincia dove – secondo le ipotesi dell’accusa – si sarebbe consumato l’omicidio di Reny, scomparsa da Ancona il 9 ottobre e poi trovata morta sulle rive del Chienti, a Tolentino, il 10 novembre. Giuseppe si trova nel carcere di Teramo. Suo figlio, inizialmente collocato nello stesso luogo del padre, è stato spostato pochi giorni fa per motivi di sicurezza a Lanciano. Le motivazioni della decisione dei giudici del Riesame saranno rese note entro trenta giorni. L’udienza con gli avvocati Reitano, Carradori e Angelozzi si è tenuta ieri mattina.

Omicidio Rapposelli, il gip di Teramo conferma: “I Santoleri in carcere”



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