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«No al rinnovo delle concessioni all’Api:
politici con i cittadini, oppure collusi»

FALCONARA -  È l'appello alle istituzioni lanciato ieri sera dai Comitati Ondaverde e Mal'aria durante un incontro pubblico in città sulla scadenza, a gennaio 2020, delle autorizzazioni alla raffineria. La Regione ha fatto richiesta di riesame dell'Autorizzazione integrata ambientale. Sciapichetti: «Chiederemo un tavolo sul tema al Ministero»
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La sala gremita per l’incontro sul rinnovo delle concessioni all’Api

 

L’incontro di ieri sera sul rinnovo delle concessioni all’Api a Falconara

 

di Martina Marinangeli

Un faccia a faccia di tre ore – concitato nelle fasi finali – tra cittadini ed istituzioni sulla questione ambientale di Falconara, con al centro il tema delle concessioni alla raffineria Api, in scadenza il 31 gennaio 2020. Il monito emerso dalla platea è stato chiaro e semplice: impedirne il rinnovo nelle condizioni attuali, anche alla luce dell’incidente al serbatoio TK61 dello scorso aprile – privo di doppio fondo come la maggior parte di quelli presenti nel sito – e delle esalazioni chimiche che vengono denunciate da tempo.

Gli stati generali convocati ieri sera dai comitati Onda Verde Onlus e Mal’Aria in una sala gremita di via Costa – presenti almeno 200 cittadini – hanno visto la partecipazione dell’assessore regionale all’Ambiente, Angelo Sciapichetti e della funzionaria dell’ufficio Ambiente di palazzo Raffaello, Vera Storoni, oltre a quella del presidente falconarese dell’Assemblea legislativa, Antonio Mastrovincenzo, e dei consiglieri regionali Gianluca Busilacchi (Mdp-Art 1) e Sandro Zaffiri (Lega). In prima fila, anche la sindaca di Falconara Stefania Signorini, insieme all’assessora comunale all’Ambiente Valentina Barchiesi. Presenti anche membri del Movimento 5 stelle di Falconara. «Dietro la questione del rinnovo delle concessioni ad Api– ha dato avvio all’incontro il portavoce di Ondaverde, Roberto Cenci – ci sono questioni importanti che riguardano il lavoro e gli investimenti, ce ne rendiamo conto, ma il problema è che non si sta parlando affatto della questione, con il rischio che il rinnovo passi come un semplice atto amministrativo. La Regione – è l’appello – deve raccogliere la nostra istanza per capire come si esce da questa situazione».

Nel 2003, la giunta regionale decretò la «concessione all’esercizio dello stabilimento sito in Falconara Marittima», ma per effetto della legge Marzano 239 del 2004, autorizzare questo tipo di attività spetta ora allo Stato. «Dobbiamo assumere una posizione netta a fianco dei cittadini − ha detto in conclusione Sciapichetti – e come Regione, chiederemo di aprire un tavolo al ministero dell’Ambiente a cui possano partecipare anche delegazioni di cittadini». Ha poi ricordato il seminario convocato per il 13 dicembre sull’Autorizzazione integrata ambientale all’Api, a cui prenderanno parte anche dirigenti del Mattm e durante il quale si proporrà l’avvio del dialogo. Tra le richieste di comitati e cittadini, c’è proprio il riesame dell’Aia concessa alla raffineria in ultima istanza lo scorso maggio, di competenza statale, e Storoni ha fatto sapere che la Regione ha già inoltrato la richiesta, in particolare per quanto riguarda le problematiche odorigene. Ma oltre a queste ce ne sono molte altre, rimaste ancora nell’oblio, ma che i falconaresi vogliono veder riconosciute: in primis, la connessione tra questione ambientale e patologie come i tumori, più alte a Falconara che nel resto del centro Italia; e non meno importante, l’imposizione di sanzioni all’Api per il mancato rispetto delle prescrizioni del Comitato tecnico regionale. Il consigliere Busilacchi, anch’egli contrario al rinnovo delle concessioni all’Api per come sono ora, ha proposto un atto di indirizzo politico dell’Assemblea legislativa nel senso della riconversione del sito, annunciando anche l’intenzione di richiedere una seduta aperta del Consiglio regionale sulla questione. Sebbene apprezzati nello spirito, gli interventi delle istituzioni regionali hanno però ricevuto anche diverse critiche dai presenti, che da tempo si sentono abbandonati dalla politica: «Cosa impedisce alle istituzioni di lottare insieme a noi? – si chiede una cittadina di Ancona che ha lavorato per lungo tempo a Castelferretti –: se i politici sono assenti, sono collusi». Toni pacati durante tutta la serata, monitorata anche da una pattuglia di carabinieri, alla fine gli animi si sono infiammati, con tanto di battibecco politico tra Pd e Movimento 5 Stelle, e con Sciapichetti che lascia la sala prima della fine dell’incontro.



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