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Meno 10 al ‘Bomba Day’, il prefetto:
«Pattuglie raddoppiate nell’operazione» (Foto-Video)

ANCONA – Stamattina, vertice in Prefettura per fare il punto sullo stato di avanzamento delle attività connesse alla bonifica del 20 gennaio. Le operazioni di disinnesco verranno fatte in loco con tecniche a distanza standardizzate e l'ordigno verrà fatto brillare in un secondo momento in una cava
giovedì 10 Gennaio 2019 - Ore 17:14
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Da sinistra, il Prefetto Antonio D’Acunto e l’assessore comunale alla protezione civile, Stefano Foresi

 

di Martina Marinangeli

Meno 10 giorni al Bomba day. Con la data x del 20 gennaio sempre più vicina, l’organizzazione del piano di evacuazione è alle battute finali e ci si prepara alle operazioni di bonifica dell’ordigno britannico da circa 120 chili, per una lunghezza di 70 cm, ritrovato lo scorso ottobre durante la dismissione di alcuni binari in zona Archi. Un residuato bellico della Seconda Guerra Mondiale rimasto per 80 anni a «riposare» nell’area degli «scambietti». Stamattina, si è riunito in Prefettura il gruppo di lavoro, composto dai vari enti coinvolti nelle operazioni, per fare il punto sullo stato dell’arte nei vari settori del piano ed il Prefetto Antonio D’Acunto ha fatto sapere che «sono state raddoppiate le pattuglie delle Forze dell’Ordine impiegate nelle operazioni e saranno collocate anche all’interno della zona rossa». A queste si aggiungono circa un centinaio di agenti della Polizia Municipale, che presidieranno i 24 varchi di accesso per interdire l’area off limits, e circa 300 volontari della protezione civile, in supporto ai 12 mila sfollati risedenti nel raggio di 800 metri dal luogo del ritrovamento della bomba, tra Porta Pia, stazione ferroviaria/Via Berti, Piazza Ugo Bassi/piazzale Camerino e zona Regione Marche. Durante tutta la durata delle operazioni della giornata del 20, sarà inoltre in vigore il divieto di sorvolo dell’area e verrà chiusa la stazione ferroviaria, con i 70 treni coinvolti sostituiti dagli autobus. è stato anche disposto il divieto di approdo dei traghetti, così come il divieto di stazionamento dei mezzi pesanti nei parcheggi portuali.

Le operazioni di disinnesco – Le operazioni per rendere inoffensiva la bomba verranno fatte in loco dagli artificieri del Reggimento Genio Ferrovieri, con tecniche a distanza standardizzate. Il primo passo sarà rimuovere uno dei due pistol, ovvero i sistemi di innesco, per poi tagliare il corpo dell’ordigno con acqua e sabbia ad alta pressione. Una volta resa inoffensiva, la bomba sarà trasportata, in un secondo momento, in una cava ancora da scegliere per i brillamenti finali. Una delicata operazione della durata massima di 10 ore, che avrà inizio alle 8:30 del mattino ed il cui termine è stato fissato alle 19. Già dalle 5, però, le sirene di tutti i mezzi di soccorso suoneranno per ricordare alla cittadinanza di abbandonare l’area interessata e alle 7 verranno chiuse le strade di accesso all’area. Le operazioni di evacuazione dovranno avvenire entro e non oltre le 8.
L’Unità di crisi, coordinata dal viceprefetto Clemente Di Nuzzo e composta dai rappresentanti dagli Enti coinvolti nelle operazioni – tra cui Comune, Genio Militare, Protezione civile, Forze di polizia, Vigili del fuoco, servizio sanitario ed Rfi -, si riunirà, dalle 5 fino a fine operazioni, nella Sala Operativa Integrata presso il Comando dei Vigili del Fuoco di Ancona.

Piano sanitario e assistenza – Sono al momento 90 – ma il numero è in aumento – le persone con problemi di salute (anziani, disabili, ammalati con patologie gravi) segnalate al Comune, per le quali è stato richiesto un servizio di trasporto sanitario e/o accoglienza presso strutture idonee, in collaborazione con Asur Marche, ovvero le residenze anziani comunali Benincasa e Villa Almagià, le residenze anziani Zaffiro e Visentini, le residenze per disabili Papa Giovanni XXIII e Il Samaritano, il centro diurno disabili Il sole, la casa Nuovi orizzonti per disabili, e le strutture accoglienza Stella Maris e Dilva Baroni. Per i casi particolari, sono stati messi a disposizione dall’Inrca tra i 15 ed i 20 posti. Sono invece 6000 circa le persone che il 20 gennaio saranno ospitate nei tre centri di accoglienza allestiti da Comune e Protezione civile: 5500 andranno al PalaPrometeo Estra, 300 al Palascherma e 500 al Palabrasili, raggiungibili anche con mezzi pubblici Conerobus, che faranno capo ai cinque punti di raccolta individuati nelle aree in cui la zona rossa è stata suddivisa.

La bomba scoperta in stazione

Piano trasporto – Per la zone 1 e 2, le più popolose, dai punti di raccolta individuati alla Stazione e in Piazza Ugo Bassi, partiranno quattro autobus con destinazione Palaprometeo Estra, cui si aggiungono due navette di collegamento per servire la parte alta e la parte bassa della zona 1.
La zona 3 – di ampie dimensioni- è divisa in due sotto-zone, con altrettanti punti di raccolta: dal punto di raccolta di Piazzale Europa (al servizio dell’area della Regione Marche) si avvicenderanno due autobus in direzione Palascherma che effettueranno 2 /3 fermate intermedie. Dal punto di raccolta presso il DLF- Dopolavoro ferroviario (al servizio dell’area Capodimente), saranno operativi due autobus in direzione Palaprometeo Estra, che effettueranno anche essi 2/3 fermate (tra le quali piazza San Gallo).
La zona 4 fruirà di due bus con partenza davanti alla Coal di Via Mamiani 3 e destinazione Palabrasili, che effettueranno anche essi fermate intermedie (capolinea Flixbus e parte intermedia via Marconi). I bus faranno al spola continuamente con i centri di accoglienza. Presso i punti di raccolta e a bordo saranno presenti volontari di Protezione civile per assistere i cittadini.

(foto/video Giusy Marinelli)

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