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Autovelox sulla Variante,
l’avvocato D’Angelo:
«Problemi di visibilità»

FALCONARA - Il parere del legale interpellato da Acu Marche sulla legittimità del rilevatore di velocità che in due mesi ha emesso più di 30mila multe
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L’installazione del velox

 

«La molteplicità delle sanzioni riscontrate in così breve periodo sul tratto di Falconara è tuttavia un sintomo che il dispositivo presenta delle criticità. Quali? La prima la visibilità». E’ il parere dato dall’avvocato Italo D’Angelo, interpellato da Acu Marche, sulla legittimità del rilevatore di velocità installato sulla Variante e capace di emettere in un paio di mesi oltre 30mila multe. Stando al legale, il velox  «è infatti stato collocato, quand’anche legittimamente, in prossimità di un cavalcavia, e la visibilità è ancor più limitata di notte. La Cassazione, con ordinanza n.6407 del 5 marzo 2019, ha ricordato che ” … la postazione , fermo restando che il cartello di preavviso del rilevamento è presente e posto a distanza regolamentare deve essere ben visibile e la necessaria visibilità della postazione è condizione di legittimità dell’accertamento (come da ultimo affermato dalla Suprema corte n.25392/2017)”. Il dispositivo si trova quindi a distanza di circa 1400 metri dal primo segnale dei 70 Km orari per chi proviene da Senigallia e, quindi, si ritiene che la cartellonistica e l’indicazione del dispositivo siano segnalate correttamente».

L’avvocato Italo D’Angelo

Diversa valutazione andrebbe fatta «per l’utente che da Castelferretti imbocca la SS 16, direzione Ancona, e quindi proviene da un tratto di strada con velocità diversa da quello percorso, ancorché minore. L’utente, in questo caso, dovrebbe avere un avviso del velox con l’ indicazione della velocità da tenere in rispetto della Direttiva Maroni (e quindi il segnale del limite posto comunque a 1000 metri dalla postazione), Direttiva che nella fattispecie sembrerebbe non correttamente applicata. L’utente proveniente, infatti, da Casteferretti che imbocca la Statale di fatto si viene a trovare in una situazione sfavorevole e bene farebbe – a nostro parere – l’Amministrazione a rivedere la posizione della installazione e, quindi, a spostarla nel rispetto delle distanze imposte dalla legge». Conclude l’avvocato D’Angelo:  «Va chiarito a conclusione di questa prima valutazione, a cui potrà far seguito altro parere dopo aver acquisito la documentazione che gli eventuali ricorsi verranno trattati da diversi giudici che decideranno in assoluta autonomia avvalendosi probabilmente degli Organi della Polizia Stradale e di Consulenti Tecnici di Ufficio e, pertanto, affrontare un giudizio senza avere alcuna certezza sull’esito – e questa certezza non è possibile darla – comunque sconsiglierebbe il ricorso da parte di utenti che siano incappati in una o due multe, perché la spesa da affrontare deve tener conto dell’importo della sanzione comminata e dello stesso comportamento dell’utente. Se l’utente è incappato in una contravvenzione a 120 km orari, su una strada ove normalmente dovrebbe essere il limite dei 90 km, difficile pensare che un giudice accogliere il ricorso annullando la multa sebbene possano essere confermati nella installazione motivi di illegittimità».

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