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Come ricostruire dopo il sisma,
stasera il forum ad Osimo

INCONTRO – Alle 21.30 a palazzo comunale il dibattito con Cesare Spuri, sindaci, amministratori, scrittori, giornalisti e la presentazione del libro “Una tragedia dimenticata”
venerdì 16 Giugno 2017 - Ore 14:45
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Potrebbe sembrare un “instant book” per il tema attualissimo e la rapidità con cui è stato scritto, allestito e pubblicato, ma non lo è. Tutto il contrario, anzi, per l’impostazione riflessiva, articolata per corposi saggi ponderati, che del terremoto che nell’agosto e nell’ottobre dello scorso ha duramente colpito i territori dell’Appennino umbro-marchigiano mette in luce non la “sensazionalità” dell’evento, come purtroppo il giornalismo si ostina ancora a fare, quanto la sua dimensione storica e antropologica. In queste terre – è il messaggio che circola sottotraccia per tutto il libro – i terremoti ci sono sempre stati, e ci saranno ancòra. Meglio dunque attrezzarsi, e attrezzarsi bene. Non solo con la tecnologia, per la prevenzione, l’emergenza e la ricostruzione, ma soprattutto con le idee e con quella che si chiama, con parola il cui contenuto sembra ormai diventato obsoleto in politica, “visione”: visione dei territori e della loro identità. Natura e cultura. Senso di appartenenza e proiezione verso il futuro. Un futuro, certo, ma quale? Si parlerà di tutto questo, in un dibattito a molte voci, venerdì 16 giugno ad Osimo, alla Sala Maggiore del Palazzo Municipale alle 21.30, in occasione della presentazione del volume edito da Maurizio Verdenelli e Luciano Magnalbò, “Una tragedia dimenticata”, per i tipi di Ilari. Tante le voci iscritte a parlare nel dibattito, condotto da Lucio Biagioni, scrittore, già capo ufficio stampa della giunta regionale dell’Umbria, tra cui i sindaci Simone Pugnaloni di Osimo, Franco Capponi di Treia con l’assessore alla cultura Edi Castellani, Mario Scagnetti di San Ginesio e Mario Baroni di Muccia, gli esperti della ricostruzione, come Cesare Spuri, Direttore dell’Ufficio Speciale Regionale, esperti dell’emergenza come Andrea Catena della Protezione Civile di Osimo e Fabio Cecconi, Presidente regionale della Croce Rossa delle Marche; e, visto che si parlerà di cultura e di beni culturali duramente messi alla prova dal sisma, ci saranno la direttrice della Rete Museale dei Monti Sibillini Daniela Tisi, la presidente dell’Associazione delle Tradizioni Sanginesine Tullia Leoni, la scrittrice Valentina Polci, nota soprattutto per i suoi studi su Dolores Prato, “una voce fuori dal coro”, scrittrice e poetessa vissuta a Roma e morta ad Anzio, ma profondamente legata a Treia. E ci sarà Diego Antolini, cofondatore di “The X Plan”, un gruppo di ricerca che si occupa della rivitalizzazione dell’antica area sacra Picena. Né mancheranno i “contributors” del volume collettaneo (tale è infatti “Una tragedia dimenticata”, di cui sarà lo scrittore Giuseppe Bommarito a tracciare una breve scheda): oltre, naturalmente, agli autori, saranno presenti Gabriele Censi, Giuseppe De Rosa, Leonardo Giorgi, Gianluca Ginella e Marco Ribechi. La conversazione, nel tempo giocoforza contenutissimo degli interventi, promette insomma scintille. “Questo è un libro dove la cronaca – dice Verdenelli, che, giornalista di lungo corso, di cronaca ne ha masticata parecchia – incontra la storia”. “Una tragedia dimenticata”. Dimenticata, di già? E perché? I problemi sono sempre gli stessi, dice il coautore Magnalbò, “i fatti di cronaca odierna in cui si ritrovano sempre gli stessi elementi, insufficiente quantità di cemento e corruzione. Il giallo non è di facile soluzione e occorrerà tempo per venirne a capo”. È proprio questa incertezza, spiega, che ha dato origine al titolo del libro. Una incertezza, di cui occorrerà venire a capo. Magari cogliendo, come suggerisce il titolo apposto al dibattito, l’opportunità di ricostruire, nella lectio (finora inascoltata) della storia.

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