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Nuova luce sul porto,
via alla progettazione
dell’illuminazione del waterfront

ANCONA - Budget di 2,2 milioni di euro per vestire con una nuova illuminazione scenografica e a risparmio energetico l'intero arco portuale dalla Lanterna Rossa del Molo Nord fino a piazza della Repubblica. Critiche dagli architetti per i tempi stretti
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La presentazione del concorso di progettazione Iti Waterfront 3.0

 

La fontana dei due soli di Enzo Cucchi, sullo sfondo la torre faro dell’Arco Clementino che sarà demolita con la nuova illuminazione

 

 

di Agnese Carnevali

Waterfront 3.0, si apre il bando di progettazione per la nuova illuminazione del porto antico. Al vincitore, oltre 21mila euro di premio, più l’aggiudicazione della progettazione definitiva ed esecutiva. C’è un mese di tempo per presentare le proposte, che dovranno pervenire entro il 26 febbraio. E la scadenza fissata del bando ha sollevato le contestazioni di alcuni dei molti professionisti presenti in una sala del Consiglio, a Palazzo degli Anziani, da pubblico delle grandi occasioni. «Impossibile fare qualcosa di alta qualità come richiesto in così poco tempo, a meno che non ci siano già progetti pronti nei cassetti» fanno presente dalla platea. «Si tratta di un bando di progettazione e non della stesura del progetto − risponde il sindaco −, rispettiamo le vostre osservazioni da esperti, ma altrettanti esperti ci hanno assicurato che la tempistica è idonea. Dobbiamo imparare a stare nei tempi europei». La replica degli architetti in sala: «Aspetteremo di vedere nel dettaglio cosa richiede il bando, l’iniziativa è importante, non vorremmo vada sprecata».

IL CONCORSO. Oggetto del bando, la progettazione dei 350 punti luci a massima efficienza energetica che diano nuova ed adeguata luce all’arco portuale, dalla Lanterna Rossa a piazza della Repubblica. La nuova illuminazione si estenderà fino a Porta Pia e risalendo lungo via Pizzecolli anche nel centro storico, fino ad arrivare alla Chiesa del Gesù in piazza Stracca e concludersi in piazza del Senato. Un intervento da 2,26 milioni (di cui 400 mila finanziati dall’Autorità di sistema portuale) per un importo complessivo dei lavori da 1,7 milioni, inserito all’interno dei fondi europei che il Comune di Ancona si è aggiudicato con il progetto Iti Waterfront 3.0 (7,8 milioni in totale). Oltre al primo classificato, che riceverà un premio da 21.625 euro, oltre all’affidamento del progetto, saranno premiati anche il secondo ed il terzo progetto classificato – tutti giudicati da una commissione di esperti – rispettivamente con 6.178 euro e 3.089 euro. I tre progetti sul podio saranno poi presentati alla cittadinanza in una mostra. «Oggi iniziamo a spendere i soldi vinti − afferma il sindaco Mancinelli −. Una delle scelte strategiche per il Comune di Ancona sta mettendo i piedi per terra, ed anche un po’ in acqua. È la concreta attuazione di quel lavoro che ci ha portato a costruite dei paternariati importanti». Tutti presenti i partner, per a partire dalla Regione, con il presidente Luca Ceriscioli e dall’Autorità di sistema portuale, con il presidente Rodolfo Giampieri. E poi l’Università Politecnica, presente il rettore Sauro Longhi, il Cnr-Isma, con il suo responsabile Mauro Marini, il soprintendente delle Marche Carlo Birrozzi. E poi l’assessore al bilancio del Comune di Pesaro – amministrazione vincitrice come Ancona ed Ascoli dei fondi per l’Iti – Antonello Delle Noci. «Una presenza importante − sottolinea il sindaco riferendosi a Delle Noci −, per sfatare i falsi miti sulla rivalità tra Pesaro ed Ancona, città che non sono state mai così vicine, che fanno squadra nell’interesse di questa regione». Vicinanza rimarcata anche dal presidente Ceriscioli. «L’Europa ci chiede di mettere al bando i campanilismi per mettere in atto azioni che possano accrescere reciprocamente i territori. Oggi vediamo i fondi europei trasformarsi in investimenti».

L’assessore al Porto, Ida Simonella. Accanto, il presidente dell’Adsp, Rodolfo Giampieri

Tre in tutto gli anni a disposizione dell’amministrazione per spendere i fondi e concludere i lavori. Il primo step della n

uova illuminazione si concluderà entro «12, 18 mesi al massimo dall’avvio dei lavori − sottolinea l’assessore al Porto ed al Piano strategico, Ida Simonella −, questo è il cronoprogramma che abbiamo stilato. Prossimo passo, gli interventi per la mobilità sostenibile e le torrette elettriche». All’assessore il compito di illustrare gli obiettivi del concorso. In primis: ridurre i consumi energetici «abbiamo applicato per primi in Italia l’ultima avanzatissima normativa del ministero dell’Ambiente, di settembre 2017», sottolinea Simonella. Poi: valorizzare il palinsesto urbano storico-culturale del frontemare, aumentare la potenzialità della rete di illuminazione pubblica con servizi tecnologici aumentati (ad esempio wifi e videosorveglianza). E in area portuale, garantire un efficiente sistema di illuminazione in grado di valorizzare il patrimonio storico-monumentale, ma anche la funzionalità e la sicurezza delle attività portuali. Su questo fronte, è guerra alle quattro torrifaro, per le quali si dovranno studiare soluzioni altrettanto efficaci, ma dall’impatto visivo più elegante.  «La città inizia ad avere progetti, finanziati, con soldi veri, non si tratta di sogni nel cassetto, ma di idee con un sano senso pragmatico − il commento del presidente dell’Adsp, Giampieri −. Si affrontano i temi della contemporaneità e lo si fa utilizzando soluzioni belle. Il bello del resto è diventato un elemento imprescindibile di rilancio di qualsiasi territorio. Il recupero del porto da parte della città è partito ed è un processo irreversibile».

 

I professionisti che hanno contestato i termini temporali del concorso, giudicati troppo stretti,

Largo, dunque, alle menti più brillanti e creative ed ai professionisti, che il rettore Longhi ha esortato ad «essere coraggiosi, dovete creare una partecipazione emotiva, perché vi è stato chiesto di illuminare una delle parti più belle di Ancona, avendo anche la possibilità di inserirvi molta tecnologia». Grandi menti che però non hanno mancato di contestare le modalità del bando, in particolare i tempi. Troppo stretti per produrre ipotesi di qualità, seguendo i criteri del bello, dell’innovativo e del risparmio energetico. «In venti giorni come si fa a fare tutto quello che è richiesto? − chiedono dal pubblico −. Il progetto è interessante ed ambizioso. Siamo esperti, il tempo concesso non è adeguato». «Altrettanti autorevoli esperti lo hanno considerato idoneo − taglia corto il sindaco − si tratta di un concorso di progettazione. Per il progetto vero e proprio sarà dato un periodo più lungo».

Non solo Comune ed Adsp, il Waterfront 3.0 coinvolge anche la soprintendenza ed il centro di ricerche Cnr-Ismar. «Come soprintendenza ci occuperemo, insieme alla Politecnica della nuova copertura degli scavi romani del porto e puntiamo attraverso il progetto della riqualificazione dell’anfiteatro a portare le persone a risalire verso la città storica» afferma Birrozzi. Marini dell’Ismar ricorda il progetto di trasferimento del centro di ricerche con i suoi lavoratori nella vecchia palazzina Fincantieri, tornata di proprietà del demanio.

 



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