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Da Zingaretti appello al “voto utile”,
Mangialardi: «Sono lì, a una staccatura»

REGIONALI- Il segretario nazionale del Pd oggi pomeriggio ad Ascoli ha aperto ufficialmente la campagna elettorale nelle Marche a sostegno del candidato del centrosinistra. «Non consegniamo la Regione a Salvini. O di qua o di là. Sono contento che la base di altri partiti come i 5Stelle abbia detto sì alle alleanze sulla piattaforma Rosseau»
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Da sinistra Sara Calisti, Maurizio Mangialardi e Nicola Zingaretti

di Renato Pierantozzi

Il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, sceglie la città di Ascoli per aprire ufficialmente la campagna elettorale per le Regionali del 20 e 21 settembre e subito affonda il colpo agli avversari appellandosi al cosiddetto “voto utile” a favore di Maurizio Mangialardi.

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A sinistra Nicola Zingaretti con Giorgio Pignotti, titolare della Rinascita

«Ho appreso della sua candidatura dalle agenzie segno che non ci sono state interferenze o lottizzazioni tra partiti -ha detto il segretario di fronte alla sala piena della Libreria Rinascita– Rispetto tutti i candidati, ma l’appello che faccio, affinché Salvini non entri e metta le mani sulle Marche, è quello di votare l’unica candidatura in grado di batterlo, quella di Maurizio Mangialardi. Lo prevede il sistema elettorale maggioritario: o di qua o di là. E’ l’unica partita che si disputa in campo. Dobbiamo combattere a testa alta per la difesa e il rilancio delle Marche. Sono contento che anche la base di altri partiti si sia espressa tramite la piattaforma Rosseau a favore delle alleanze e mi dispiace invece che a livello regionale i 5Stelle abbiano fatto scelte diverse che li condannano all’irrilevanza. Sono anche convinto che l’Italia – ha aggiunto- ce la farà. Mentre noi cerchiamo soluzioni, gli altri sanno solo cavalcare i problemi senza dare risposte ai disoccupati o alle aziende che falliscono. Siamo contenti di non essere nel Brasile del sovranista Bolsonaro dove i morti si seppelliscono nelle fosse comuni sulle spiagge».

Vicino a Zingaretti c’è il candidato presidente Maurizio Mangialardi: «A febbraio eravamo sotto di 22 punti in base ai sondaggi -rivela- Ora sono lì, a una staccatura senza nemmeno la presentazione delle liste. Se guardiamo alla coerenza e alla competenza non ci sarebbe partita visto che i sovranisti erano contro l’Europa e Acquaroli a Roma vota contro i provvedimenti che faranno arrivare nelle Marche fondi per 9 miliardi di euro. Anche dal governo nazionale si sono fatti fuori da soli tra i fumi del Papeete e l’incapacità di trovare i fondi per sterilizzare l’Iva».

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Zingaretti con i candidati piceni del Pd

Zingaretti ha parlato anche di ricostruzione post sisma e della situazione politica nazionale in vista del referendum sul taglio dei parlamentari. «Mi sembra -ha detto- che con le ordinanze del commissario Legnini si stia andando nella direzione giusta e già nella mia regione (il Lazio, ndr) si stanno vedendo gli effetti sotto forma di numero di pratiche presentare. Se proprio vogliamo dirla tutta, la ricostruzione si è fermata del tutto quando al governo c’erano 5 Stelle e Lega. Cerchiamo di non rivoltare le frittate. Per il referendum il Pd deciderà la propria posizione durante la prossima direzione nazionale».

 



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