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Caterpillar, aperta la cassa di solidarietà

JESI - Si può sostenere la battaglia dei lavoratori con donazioni sul conto corrente di Banca Etica. Giornate cruciali: oggi la visita dell'amministratore delegato della Duplomatic allo stabilimento di via Roncaglia, domani l'incontro tra azienda, sindacati e istituzioni al Mise
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Aperta la cassa di resistenza per sostenere la lotta dei lavoratori della Caterpillar di Jesi. «Visto le numerose donazioni che ci avete fatto abbiamo deciso di darle dignità anche morale aprendo un conto presso la Banca Etica, per assicurare un uso responsabile delle tante donazioni da voi fatte a sostegno della nostra lotta. – fa sapere la Rsu Caterpillar – Abbiamo scelto Banca Etica perché si spira ai principi della finanza etica sensibile alle conseguenze non economiche delle azione economiche, e che il profitto ottenuto con lo scambio di denaro deve essere conseguenza di attività orientata al bene comune. È una questione di coerenza con l’essenza della nostra lotta. La decisione di chiudere la fabbrica è stata presa dagli alti manager con il solo scopo di massimizzare i guadagni. Hanno deciso di chiudere lo stabilimento senza pensare alla catastrofe sociale che la loro sete di profitto lascia sul territorio. Il tessuto produttivo della Vallesina sta attraversando una crisi che va avanti da più di dieci anni. Fabbriche come la nostra richiedevano manodopera altamente specializzata e di qualità e, di conseguenza, anche l’indotto era fatto di lavori e lavoratori altamente specializzati. Il legame tra le scuole e il tessuto produttivo era consolidato, tantochè le aziende andavano in primavera a prenotarsi i futuri maturandi. La desolazione che viene lasciata in termini di ricchezza va misurata non soltanto nella perdita dei posti di lavoro ma anche nelle prospettive che un territorio è in grado di proporre».

La battaglia dei lavoratori andrà avanti «oltre la difesa del posto di lavoro. – prosegue il comunicato – Deve riportare al centro l’etica e la responsabilità sociale dell’impresa. Occorre mettere dei paletti al capitale che se lasciato libero di circolare crea costi sociali enormi a molti e ricchezza a pochissimi. Non possiamo permetterci che una qualsiasi multinazionale arrivi su un territorio, rilevi una fabbrica con tutto il suo sapere e poi se lo porti via lasciando il deserto dietro di sé. La nostra lotta, come le altre, deve essere da stimolo per rimettere al centro quella che è la dignità umana. Ringraziamo tutti coloro che ci sostengono e ci sosterranno. La cassa di resistenza verrà utilizzata per il sostegno alle azioni di lotta. La decisione delle spese sarà decisa dalla Rsu insieme a tutti i lavoratori. Sempre insieme ai lavoratori, una volta che avremo superato questa crisi, decideremo come e a chi devolvere in beneficenza la cassa di resistenza». Chi volesse partecipare al sostegno alla vertenza Caterpillar Jesi, può inviare una donazione sul conto corrente aperto alla Banca Etica. IBAN: IT45 C050 1802 6000 0001 7142 472 Causale: Sostegno vertenza Caterpillar.

Oggi intanto alla stabilimento di via Roncaglia, a Jesi, è in visita l’amministratore delegato della azienda Duplomatic, con il quartiere generale in Lombardia, interessata all’acquisizione del sito jesino della multinazionale statunitense. Domani, invece, si aprirà ufficialmente il confronto tra azienda e parti sociali al Ministero dello Sviluppo economico. La data cruciale resta quella del 23 febbraio. Se non ci sarà accordo sindacale potrebbero partire i licenziamenti collettivi a seguito della procedura di mobilità annunciata dalla Caterpillar lo scorso 10 dicembre. Inoltre il 23 febbraio scadrà anche il termine che la multinazionale ha concesso all’advisor per individuare eventuali compratori dello stabilimento di Jesi. L’azienda lombarda potrebbe non essere la sola a lanciare un’offerta.



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