Il sindaco di Castelfidardo:
«Dobbiamo favorire
la ripartenza delle attività produttive»
Il sindaco di Cstelfidardo, Roberto Ascani fa il punto sui contagi e sulla ripartenza delle attività produttive.«Sono 47 i positivi, 42 le persone in quarantena, 7 i decessi: l’aridità dei numeri fotografa la situazione attuale in maniera cruda e per certi versi contraddittoria. I dati in possesso del Comune vanno infatti letti in maniera oggettiva, alla luce del ritardo con cui emergono – dice – rispetto all’ultimo aggiornamento c’è un evidente aumento dei casi di Covid-19, ma dipende dalla quantità dei tamponi effettuati nell’ultimo periodo, dal ritardo con cui riceviamo l’esito dei tamponi ai quali deve corrispondere l’autorizzazione alla comunicazione dei contagiati e comprendono finalmente l’esito di una parte dei tamponi eseguiti alla Residenza Protetta per anziani Mordini, dove si registrano ulteriori 6 positivi». Una situazione sempre monitorata che non deve né preoccupare né indurre un allentamento delle cautele e delle misure di contenimento. Sul territorio infatti c’è un ammorbidimento della curva dei contagi in linea con la tendenza nazionale.
«Credo che in questa fase dobbiamo favorire la ripartenza delle attività produttive dove è possibile il rispetto delle distanze e dei protocolli di sicurezza. Non dimentichiamo mai quanta fatica abbiamo fatto per fermare la diffusione del virus e cosa succederebbe se si verificassero nuovi focolai: la tutela della salute e delle persone deve rimanere al primo posto – aggiunge il sindaco –. A riguardo ho ricevuto nei giorni passati la richiesta dell’associazione Music Marche Accordion di considerare un’apertura anticipata, con tutte le cautele del caso, che possa evitare danni economici importanti al comparto e scongiurare possibili tentativi della concorrenza straniera di approfittare del blocco delle aziende fidardensi. Questo comparto, benchè di nicchia, è identificativo della nostra comunità e ho ritenuto doveroso presentare questa richiesta, assieme a tutte le altre pervenute dalle attività fermate dall’emergenza, alla Commissione attività produttive del Senato».
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