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Depuratore minaccia
l’area della Battaglia di Castelfidardo

STORIA E AMBIENTE - La Fondazione Ferretti e Italia Nostra sollecitano un sito alternativo per insediare il nuovo impianto di Acquambiente Marche. "Non siamo contro la costruzione e l'ampliamento - osserva il presidente della fondazione, Eugenio Paoloni - ma rischia di finire su un luogo simbolo del nostro Risorgimento, tutelato dalla legge". Consiglieri comunali mobilitati. Mirco Soprani, come presidente, convoca la commissione Urbanistica
domenica 22 gennaio 2017 - Ore 18:08
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La mappa disegnata dalla fondazione Ferretti per dimostrare come il progetto del depuratore si sovrappone all’area della battaglia, luogo storico  tutelato dalla legge regionale 5/2010

 

 

di Maria Paola Cancellieri

L’Italia che cresce è anche quella che pensa l’ambiente come un bene da preservare. In quest’ottica tra le priorità programmatiche dei prossimi anni di Acquambiente Marche srl, società interamente partecipata dai Comuni di Cingoli, Filottrano e Numana, c’è il progetto di potenziamento del depuratore di Castelfidardo che apporterà un notevole miglioramento all’ambiente, alla potabilità dell’acqua del fiume Musone con benefici non irrilevanti sull’indotto del turismo  per la balneabilità del mare perché completerà la raccolta delle acque di scarico dei comuni di Osimo, Castelfidardo e dell’area industriale di Numana.

Il progetto è necessario, opportuno e indispensabile, la zona dove si svilupperà è invece ritenuta inadeguata dalla fondazione Ferretti di Castelidardo e dalla sezione locale di Italia Nostra perché l’estensione dell’attuale impianto di Villa Poticcio andrebbe realizzata su una porzione dell’area storica della Battaglia di Castelfidardo dove nel 1860 il generale Cialdini e le truppe piemontesi sconfissero l’esercito pontificio. Per salvare quel luogo dove il tempo si è fermato, le due istituzioni ambientaliste-culturali proprio ieri hanno invitato a un incontro interlocutorio i consiglieri comunali di Castelfdardo, che a breve saranno chiamati a votare la variante urbanistica per quel terreno. La fondazione e Italia Nostra sollecitano l’individuazione di un altro sito per realizzare il nuovo depuratore.

Il sacrario-ossario di Castelfidardo

L’AREA SIMBOLO DELLA STORIA D’ITALIA – “La nostra non è assolutamente una battaglia contro quel depuratore che va sicuramente costruito per la tutela ambientale dei corsi d’acqua. Ma va costruito altrove, magari nelle aree nord di Osimo e Castelfidardo che dovrà servire” premette Eugenio Paoloni, il presidente della fondazione Duca Ferretti che insieme a Daniele Carlini, presidente di Italia Nostra Castelfidardo ha scritto una lettera non solo ai consiglieri fidardensi ma anche al sindaco Roberto Ascani, al cda di Acquambeinte Marche, alla Provincia alla Regione e alla Sopritendenza ai beni architettonici e paesaggistici della Marche. “Il terreno accanto all’attuale depuratore, dove dovrebbe svilupparsi una prima trance dell’ampliamento dell’attuale impianto è di proprietà di Acquambiente Marche – prosegue Paoloni – ma è un luogo della memoria storica risorgimentale, tutelato dalla Legge regionale 5/2010, fa parte della terza ala del museo del risorgimento di Castelfidardo e di aree oggetto di eventi dell’ultima guerra mondiale commemorati da apposito monumento. Ci siamo già confrontati con i consiglieri comunali ma chiederemo l’intervento della Regione e anche della Soprintendenza a tutela di questa area storica”.

UN PO’ DI STORIA – Il Museo del Risorgimento di Castelfidardo è costituito da 3 strutture: l’area della battaglia con l’ossario sacrario dei caduti; il monumento nazionale delle Marche in onore dei vincitori di Castelfidardo; le sale espositive ospitate nello storico palazzo Ciriaco Mordini. Il riconoscimento della valenza storica di quest’area, nel 2010, ha contribuito ad evitare la costruzione di un villaggio turistico nella vicina collina di Monte San Pellegrino. Dopo l’analisi della mappe militari dell’epoca, la Regione Marche in accordo con la soprintendenza ha infatti imposto il vincolo paesaggistico di interesse storico ambientale. Ora l’area di espansione del nuovo depuratore si sovrappone, secondo gli studi della Fondanzione, proprio con l’area dello scontro militare, non urbanizzata e rimasta integra a partire dal 1860 ad oggi a cui si accede attraverso stradine di campagna.

LE VISITE DELL’INTERFORCE NATO – “Oggi vengono a visitarla studenti, corsisti delle scuole militari dell’Interforce Nato e in pellegrinaggi associazioni religiose o discendenti dei caduti zuavi franco-belgi oltre a numerosi turisti – aggiunge il presidente Paoloni- Nelle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia questi luoghi sono stati catalogati della mappatura delle aree di interesse nazionale ed inseriti negli atti dell’Unità tecnica di Missione della Presidenza della Repubblica”. Sempre qui, nel 1944 poi si scontrarono le truppe tedesche con quelle polacche e il cippo dei fratelli Brancondi, vicino al depuratore, ricorda l’eccidio dei civili da parte del tedeschi nel luglio 1944

IL NUOVO DEPURATORE A SERVIZIO DI CASTELFDARDO, OSIMO E NUMANA – L’ampliamento del depuratore di Villa Poticcio è solo il primo passo che lo porterò ad essere un vero proprio sito industriale a salvaguardia dell’ambiente. Sono previsti futuri allacci per circa 20mila utenze e quindi sono già prevedibili nuove implementazioni. L’impianto potenziato servirà le utenze di Osimo nord (San Biagio e Montegallo), di Santo Stefano e Aspio, di una parte di Osimo Stazione e Scaricalasino, dell’Abbadia e di Offagna. Completerà la copertura del territorio di Castelfidardo con gli allacci delle utenze di Crocette, San Rocchetto (compresa parte della sua area industriale) e dell’area industriale Cian di Numana.

LE REAZIONI – All’incontro di sabato, convocato alla Fondazione Ferretti, hanno partecipato per la maggioranza il capogruppo M5S Mauro Piangerelli  e per la minoranza il consigliere Lorenzo Catraro (Uniti per Castelfidardo), il capogruppo di Solidarietà Popolare, Mirco Soprani, e la capogruppa Lara Piatanesi  con il consigliere Enrico Santini (Pd-Castelfidardo Bene comune), tutti disponibili a a trovare una soluzione per preservare il luogo-icona di Castelfidardo contemperando l’eventuale alternativa all’esigenza indifferibile di costruire il depuratore. Soprani, in particolare, in veste di presidente della Commissione consiliare Urbanistica ha garantito che entro la prossima settimana, forse già giovedì 26 gennaio convocherà la commissione per studiare la situazione. “Ho cercato di verificare con i tecnici – spiega Mirco Soprani– se la legge regionale che ha decretato quell’area di valenza storica, abbia allegato al testo normativo le piantine storiche per perimetrare il confine dell’area protetta. Ma al momento non le abbiamo trovate”. Enrico Santini invece evidenzia che al momento “il progetto di ampliamento presentato da Acquambiente Marche è uno solo è questo, lo dico da tecnico, è di per sé una criticità. Dovremmo quindi vagliare tutti insieme altre soluzioni perché nessuno mette in dubbio la necessità di potenziare l’impianto d depurazione a tutela del fiume Musone, delle utenze e del turismo della costa”.

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