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Svelati i segreti del sonno:
ricercatori maceratesi su Science

La prestigiosa rivista ha pubblicato i risultati degli studi di Michele Bellesi e Luisa de Vivo che per la prima volta sono riusciti a dimostrare gli effetti del riposo sul cervello: "Avviene una pulizia delle sinapsi che permette di risparmiare energia e immagazzinare nuovi dati"
sabato 4 febbraio 2017 - Ore 20:05
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Michele Bellesi e Luisa de Vivo

di Marco Ribechi

I misteri del sonno svelati da una giovane coppia di ricercatori maceratesi. Science, una delle rivisite scientifche più importanti al mondo, ha recentemente pubblicato i risultati degli studi di Michele Bellesi, 39enne originario di Macerata e ricercatore all’Università politecnica delle Marche, e di sua moglie Luisa de Vivo, maceratese acquisita in forza all’università del Wisconsin. I risultati promettono di rivoluzionare l’approccio scientifico alla fase di sonno, necessaria a ogni essere vivente.  La notizia ha già fatto il giro del mondo ed è gia uscita su testate come il New York Times e The Guardian. Grazie a una ricerca durata oltre 4 anni svolta nell’Università del Wisconsin – Madison, i due studiosi hanno dimostrato l’importanza del sonno per ottimizzare l’uso delle sinapsi cerebrali, fondamentali per ogni attività umana. L’ipotesi, elaborata dai professori Giulio Tononi e Chiara Cirelli, non era stata ancora dimostrata. «Durante le nostre attività quotidiane il cervello immagazzina un’enorme quantità di dati nelle sinapsi – spiega Bellesi – Nella fase di veglia acquisiamo nuove informazioni, ricordi, anche senza esserne consapevoli. Questo comporta un aumento delle dimensioni delle stesse sinapsi che tendono a saturarsi, a riempirsi di dati».

La ricostruzione di alcune sinapsi

Il cervello e le sinapsi consumano molta energia. «E’ necessario rinormalizzare la loro attività – continua il neurologo – Questo avviene grazie al sonno. Tramite l’utilizzo di un microscopio elettronico che ricostruisce le sinapsi in 3D abbiamo notato che la maggior parte di esse, durante il riposo, riducono le loro dimensioni, tralasciando i dati non necessari alla sopravvivenza e offrendo lo spazio liberato alle nuove informazioni. In pratica con il sonno avviene una sorta di pulizia cerebrale». Ma c’è di più: i due scienziati infatti, oltre a dimostrare la tesi Tononi – Cirelli, hanno notato anche un altro importante fatto. «C’è una parte delle sinapsi, quelle più grandi e consolidate, che non riduce le sue dimensioni – continua il ricercatore – questo significa che vi sono immagazzinate tutte le informazioni principali, quelle che non possono assolutamente essere rimosse, sono le nostre memorie».

Luisa de Vivo al lavoro

I risultati scientifici ottenuti dai due ricercatori, hanno aperto nuovi spunti di analisi per lo studio del sonno. «Trascorriamo nel sonno circa un terzo della nostra vita – spiega Bellesi – ma attualmente la biologia ancora non sa spiegare il motivo per cui si dorme. Inoltre l’importanza di questa attività è spesso sottovalutata, anche nella vita quotidiana. Oggi sappiamo con certezza che senza riposo le sinapsi vanno in superfatturazione, consumano più energia e non riescono a immagazzinare nuove informazioni con facilità. I nostri studi in questo momento si stanno concentrando sul tentativo di comprendere le conseguenze della perdita di sonno. Vogliamo capire se ci sono dei danni al nostro cervello e se dalla mancanza di sonno possono generarsi anche delle patologie. Si tratta di un grande passo in avanti nella comprensione dei nostri cicli biologici».

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