facebook rss

Caso chiuso per il Nas: riapre il centro
di distribuzione pane di San Marco

OSIMO -Dopo l'esposto, il capitano Sandro Sborgia in una nota ha chiarito alla consigliera Mariani che la parrocchia è soggetto abilitato dalla legge del 2016 a svolgere questo servizio solidaristico e gratuito. Bruna Pieragostini, la volontaria dal cuore d'oro: "Ripartiremo presto, aspettiamo l'ok del parroco"
mercoledì 7 Giugno 2017 - Ore 12:44
Print Friendly, PDF & Email

La distribuzione di prodotti alimentari così come svolta dalla parrocchia di San Marco Evangelista di Osimo, nelle forme della gratuità e per fini di solidarietà sociale, può ritenersi legittimamente esercitata trattandosi di un ente annoverabile tra quelli di cui all’articolo 13 della legge 166/2016”. Il chiarimento è arrivato con il resoconto ufficiale sull’attività d’indagine svolta dai carabinieri del Nas di Ancona, in una nota firmata dal capitano Sandro Sborgia ed inviata in risposta alla segnalazione, alla consigliera Maria Grazia Mariani (leggi l’articolo). Si è fatta luce anche sul locale di via Matteotti: appartiene alla Caritas ma è gestito direttamente dalla parrocchia da più di un decennio, da prima del 2014 quando è partito il servizio di distribuzione gratuita di prodotti da forno.

Il capitano Sandro Sborgia, comandante del Nas di Ancona

Il caso ‘giudiziario’ (se c’è mai stato), insomma, è chiuso perché la parrocchia, come ente ecclesiastico iscritto nel registro delle persone giuridiche della prefettura di Ancona, rientra a pieno titolo, proprio come le onlus, tra i soggetti abilitati dalla nuova legge del 2016 a combattere gli sprechi alimentari. Può svolgere un servizio gratuito di distribuzione degli alimenti donati da aziende produttrici, negozi e ristoratori. I militari del nucleo antisofisticazione hanno segnalato per prassi al Comune di Osimo e all’Asur la questione “per gli aspetti ritenuti di competenza” ma non eleveranno alcuna multa al sacerdote non avendo rilevato alcuna irregolarità igienico sanitaria nel piccolo locale.

I parrocchiani possono quindi tirare un sospiro di sollievo. Bruna Pieragostini, la ‘donna del pane’ e dal cuore d’oro (leggi l’articolo), la volontaria di 80 anni che con tante fede e amore per il prossimo ha ideato e gestisce in prima persona con la sua associazione questo servizio, annuncia che il centro parrocchiale per la distribuzione del pane riaprirà al più presto. “La vicenda si è conclusa bene – commenta – Aspettiamo soltanto la decisione del parroco (rientrato d’urgenza al suo Paese d’origine per un lutto familiare ndr) ma siamo pronti a ripartire. Non entro nelle polemiche di questi giorni ma dico soltanto che forse si è fatto un gesto senza pensare alle conseguenze che avrebbe prodotto. La mano di Dio, però, è sempre più forte di quella dell’uomo”.

Maria Grazia Mariani, firmataria dell’esposto, ribadisce di essersi limitata a “raccogliere le istanze/lamentele dei cittadini e verificare cosa succede sul territorio comunale” in veste di consigliere comunale e di aver “interessato il Nucleo Antisofisticazione e Sanità dei carabinieri di Ancona nel massimo riserbo. Non ho comunicato nulla alla stampa né ero a conoscenza del fatto che i carabinieri avessero già espletato la loro attività di accertamento due settimane fa”. Rimarca soprattutto di “non aver messo in dubbio la bontà dell’iniziativa parrocchiale, meritevole di ogni plauso. Era mio intendimento solo chiarire una volta per tutte la legittimità dell’attività anche per mettere fine alle tante polemiche e chiacchiere del quartiere. Se non fosse stato per la strumentalizzazione dei soliti peones della politica volta solo a buttare fango sull’attività di un consigliere comunale (la sottoscritta) che pretende solo il rispetto delle regole (scusate se è troppo!) , non sarebbe successo nulla”.

(m.p.c.)

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X