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Pompiere morto in esplosione al silos,
a giudizio il titolare dell’azienda

RECANATI - Il legale rappresentante della Gfl, il fidardense Giovanni Pirchio, il prossimo maggio comparirà al processo per omicidio colposo che si aprirà al tribunale di Macerata. La vicenda riguarda la tragica fine del vigile del fuoco di Montelupone, Roberto Torregiani
giovedì 28 Settembre 2017 - Ore 09:47
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Roberto Torregiani

Esplosione mortale al silos, rinviato a giudizio per omicidio colposo il titolare della Gfl di Recanati, Giovanni Pirchio, 75 anni di Castelfidardo. E’ nella sua azienda che si trovavano i vigili del fuoco per spegnere un incendio, il 18 giugno del 2014, quando si verificò una esplosione in cui perse la vita uno dei pompieri in servizio quel giorno, Roberto Torregiani. Il vigile del fuoco, originario di Montelupone, aveva riportato ferite gravissime ed era morto, dopo un lungo ricovero, il 14 gennaio dello scorso anno. Oggi si è svolta l’udienza preliminare davanti al gup Domenico Potetti del tribunale di Macerata. A Pirchio l’accusa contesta, nella sua qualità di legale rappresentante della Gfl, di non aver effettuato una corretta manutenzione del silos e la mancata adozione di norme per la prevenzione di incendi e a tutela dei lavoratori. Oltre a Pirchio è imputata anche, per la responsabilità amministrativa, la Gfl. L’accusa parla di mancanza di adozione di misure idonee alla prevenzione degli incendi, di mancati controlli periodici ai dispositivi di sicurezza installati e assenza di un impianto di irrogazione interno. «In particolare la ditta non predisponeva impianti di spegnimento ad acqua – dice l’accusa –, le condotte di aspirazione non erano dotate di serranda tagliafuoco atta a intercettare eventuali inneschi. Il silos non era dotato di portellone di scarico con dispositivo di apertura manuale». Pirchio è assistito dall’avvocato Roberto Acquaroli e al processo, che si aprirà il prossimo maggio, cercherà di dimostrare di aver rispettato le norme di sicurezza previste. Diverse le parti civili che si sono costituite: la sorella e i genitori di Torregiani, assistiti dall’avvocato Pietro Siciliano, e i 4 vigili del fuoco che rimasero feriti nell’esplosione, assistiti dagli avvocati Olindo Dionisi e Fabrizio Giustozzi.

(Gian. Gin.)

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