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Salta l’incontro Aerdorica-sindacati,
dichiarato lo stato di agitazione
Filt: «Rigettiamo la mobilità»

AEROPORTO - Martedì il prefetto di Ancona riceverà le parti, prima che si torni al tavolo della trattativa. La categoria dei Trasporti della Cgil contesta anche i criteri adottati per la scelta degli esuberi «i licenziamenti previsti non garantiscono l'operatività dello scalo» ed i contenuti del bando per la cessione dell'azienda
venerdì 27 Ottobre 2017 - Ore 16:45
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L’aeroporto delle Marche Raffaello Sanzio di Falconara (foto d’archivio)

 

Aerdorica: salta l’incontro previsto per oggi pomeriggio (27 ottobre) tra azienda e sindacati i quali dichiarano lo stato di agitazione per martedì prossimo (31 ottobre) quando le parti saranno ricevute dal prefetto di Ancona. Intanto la Filt-Cgil, dopo l’incontro con i lavoratori di ieri, rispedisce al mittente la procedura di mobilità, aperta dall’azienda il lunedì scorso (23 ottobre) «che non garantisce l’operatività dell’aeroporto» e che chiede che vengano azzerate «tutte le vecchie prebende frutto di precedenti amministrazioni» e di «ripartire da ammortizzatori sociali flessibilità». La sigla dei Trasporti della Cgil accende i riflettori anche sul bando per la vendita dell’Aeroporto delle Marche «di cui abbiamo appreso dalla stampa e non contiene la clausola sociale per il mantenimento dei posti di lavoro ma solo un punteggio in più assegnato al privato che assorbe i lavoratori».

Con l’incognita del fallimento che pende sopra la testa di Aerdorica ed un piano di risanamento del Sanzio bocciato sonoramente dai lavoratori una settimana fa con la vittoria dei No al referendum, l’amministratrice unica dell’azienda ha aperto la procedura di mobilità per 30 persone, per raggiungere quel risparmio di 1,3 milioni sul costo del lavoro chiesto dal ctu per salvare Aerdorica dal default. Ma la Filt-Cgil chiede di far ripartire la trattativa da ammortizzatori sociali, contratti di solidaretà e cassa integrazione straordinaria, flessibilità e taglio delle indennità ad personam, sottolineando che i licenziamenti, così come previsti dall’azienda, non garantiscono l’operatività dello scalo. «Dall’analisi attenta del personale messo in esubero sono state riscontrate incongruenze relative alle dichiarazioni fatte in tutti i tavoli sindacali dall’amministratrice unica − si legge in una nota della sigla sindacale −. La Filt ha notato che sono stati messi in esubero 24 lavoratori dei settori operativi su un totale di 30 esuberi». Alcuni esempi forniti dal sindacato: gli operai del piazzale 6 che sono complessivamente 10 in organico e il settore del check-in +LL&FF Gate con 4 lavoratori su 8 messi in esubero. «Inoltre − prosegue la nota − c’è l’intenzione di esternalizzare il servizio di pulizie con 3 operai di ottavo livello, che sono l’anello debole di tutta la catena e che non producono affatto i risparmi necessari ad Aerdorica. Tutto questo è inaccettabile. Rigettiamo la procedura di mobilità. Si può, infatti, riavviare la vertenza dalla riapertura della trattativa sugli ammortizzatori sociali (solidarietà e cassa integrazione straordinaria) e dalle flessibilità già richieste. Ritiene che − aggiunge ancora la Filt − per evitare il fallimento e i licenziamenti, tutti debbano fare i sacrifici eliminando, anzitutto, quelle voci in busta paga come superminimi ad personam e indennità non più legate all’effettiva mansione». E la Filt lancia un appello anche alle altre sigle sindacali. «Chiediamo che anche le altre organizzazioni sindacali condividano la nostra posizione, per mettere in campo le azioni a difesa di tutti i posti di lavoro».

Intanto è stato dichiarato lo stato di agitazione. Martedì prossimo l’incontro dal prefetto delle parti. Ed il sindacato torna a chiedere un incontro con la Giunta regionale, ora a voce ancora più forte dopo il via libera del ministero al bando di gara per la cessione di Aerdorica. «A quanto sappiamo − riprende la sigla sindacale − il bando non contiene la clausola sociale per il mantenimento dei posti di lavoro ma solo un punteggio in più a chi assorbe i lavorator. Temiamo quindi che una volta acquistata la società, gli eventuali acquirenti, se nel bando non è contenuta una clausola sociale forte così come prevista dal codice degli appalti, potrebbero tornare a parlare di esuberi e di riduzione dei diritti».

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