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Sale del commiato,
il Tar annulla il divieto di costruzione
a meno di cento metri dalle case

SENTENZA - Il ricorso al tribunale amministrativo era stato presentato da un'impresa funebre e da un'associazione nazionale che comprende al suo interno varie aziende contrariate dalla limitazione imposta dalla Giunta regionale
martedì 21 Novembre 2017 - Ore 21:08
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Il Tar Marche

 

Regolamento sulle sale del commiato, il Tar annulla la modifica apportata dalla Giunta regionale che aveva stabilito la necessità di una distanza di 100 metri tra le camere ardenti allestite privatamente e le abitazioni civili. La sentenza è stata emessa poco fa a seguito di un ricorso presentato da un’onoranza funebre di Fossombrone e dalla EFI  (Eccellenza Funeraria Italiana), un’associazione  nazionale che comprende al suo interno varie imprese del settore. Entrambi avevano chiesto l’annullamento della delibera che lo scorso febbraio ha modificato il regolamento regionale sulle attività funebri e cimiteriali, introducendo la limitazione per costruire le stanze del commiato, escludendole di fatto dai centri abitati. I giudici del tribunale amministrativo hanno accolto in toto il ricorso dopo aver imposto alla Regione di eseguire un’indagine sulla normativa adottata  dalle altre regioni. È emerso che il caso delle Marche, con la distanza dei 100 metri, sarebbe un’anomalia. Si legge nella sentenza:  «Pur riconosciute le particolarità dell’attività di cui trattasi, non sembra rinvenibile alcuna giustificazione relativamente al limite previsto dalla delibera impugnata, che introduce un limite particolarmente severo, non previsto in alcuna regione italiana (secondo l’indagine fatta dalla stessa Regione Marche) per un’attività che si svolge, presumibilmente, al chiuso, in regime di discrezione e raccoglimento. È pur vero che nelle sale di commiato possono essere svolte attività di imbalsamazione e tanatoprassi, ma non è dato di intuire alcun motivo per cui tali attività –certamente soggette al previo rilascio delle necessarie autorizzazioni amministrative e sanitarie – dovrebbero essere situate a più di 100 metri dalle abitazioni private». Esulta la Lega Nord. Il capogruppo della Lega Sandro Zaffiri dichiara di aver “sempre sostenuto che tale limite non doveva essere introdotto” e già lo scorso giugno aveva presentato una proposta per abrogare il comma incriminato. «Ora non si può più indugiare e deve essere approvata con la massima urgenza la nostra proposta di Regolamento affinchè non si continui a penalizzare il settore delle onoranze funebri» conclude Zaffiri.

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