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Crac Bm: Ubi non è chiamata in causa
Tutte ammesse le parti civili

ANCONA - BankItalia, Comune di Jesi, la fondazione Carima e 2.800 risparmiatori sono stati ammessi come parti lese dal gup Carlo Cimini al termine di una udienza fiume di 5 ore, nell'ambito del processo che vede indagati 16 ex manager dell'istituto di credito. Riconosciuta responsabile solo la vecchia Banca Marche. Soddisfatta l'unione dei consumatori. L'avvocato Canafoglia: "Pronti a intavolare la trattativa con il commissario liquidatore per i rirsarcimenti"
martedì 16 Gennaio 2018 - Ore 21:43
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Avvocati e risparmiatori in un momento di pausa fuori dall’aula d’udienza

 

di Federica Serfilippi

Crac Banca Marche, risparmiatori, associazioni, obbligazionisti e azionisti saranno parte civile al processo. A decretarlo in tarda serata è stato il gup Carlo Cimini al termine dell’udienza preliminare che tratta il default miliardario dell’istituto di credito. Dopo quasi 5 ore di discussione e opposizioni presentate dai difensori dei 16 indagati, il giudice ha deciso di ammettere al procedimento circa 2800 persone, rappresentate per la maggioranza dall’Unione Nazionale Consumatori, assistita dall’avvocato Corrado Canafoglia. Al processo saranno parti lese anche il Comune di Jesi e BankItalia. Per quest’ultima, qualche avvocato aveva chiesto di far entrare in gioco l’istituto come responsabile civile, assieme a Ubi Banca. Nulla da fare. L’unico ente riconosciuto dal gup come responsabile civile sarà la vecchia Banca Marche, in liquidazione coatta amministrativa. L’istituto dichiarato insolvente nel marzo 2016 è stato chiamato in causa in quanto ex datore di lavoro dei 16 indagati. Sarà nel corso delle prossime udienze (la prima in ordine di tempo è fissata per il 13 febbraio) che si entrerà nel merito delle varie posizioni, discutendo il rinvio a giudizio. Nell’udienza di oggi, a differenza di quella tenutasi lo scorso novembre, i risparmiatori sono potuti entrare in aula. Erano una ventina di persone. Nessuna polemica. Nessuna parola.

L’avvocato Canafoglia con le valigie piene di documenti durante la prima parte dell’ udienza preliminare per il crac della banca tenutosi a novembre

Oltre all’Unione nazionale dei consumatori, parte civile saranno l’Adinconsum di Ancona e Macerata (circa 80 risparmiatori), l’Adusbef in rappresentanza di 30 persone, Federconsuamatori di Macerata con 72 azionisti (quasi 10 milioni di perdite), il Codacons e l’Acu. Hanno partecipato all’udienza anche gli avvocati di singoli risparmiatori, come Marco Manfredi, Marina Magistrelli e Andrea Nocchi. Parte civile anche la Fondazione Carima, assistita dall’avvocato Gabriele Cofanelli, che chiede un risarcimento di 100 milioni di euro. Assenti quasi tutti gli indagati. Erano presenti solamente Massimo Battistelli (ex capo area crediti Bm) e Giuseppe Paci (Giuseppe Paci (ex capo concessione crediti Bm). Il commento dell’avvocato Corrado Canafoglia:  “Soddisfazione piena per l’ammissione come parti civili dei tanti azionisti e obbligazionisti che hanno visto perdere i loro risparmi. Ma soprattutto, soddisfazione massima per l’ammissione come responsabile civile della vecchia banca.  Come Unione nazionale Consumatori, siamo pronti già da domattina a intavolare una trattativa con il commissario liquidatore della banca per trovare un accordo per il risarcimento di quanto perso. Se l’accordo dovesse esserci, siamo pronti ad uscire dal processo”.

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