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Bilancio, Marche promosse
Interporto nel mirino della procura

LA SEZIONE regionale di controllo per le Marche della Corte dei conti ha pronunciato il giudizio di piena parificazione del Rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2018, parlando di una «gestione nel complesso virtuosa». Permangono criticità nei capitoli legati alle partecipate e alla sanità. Capitolo a parte su fondi europei, anche per il post sisma, da concludere entro l'anno. I capigruppo Maggi (M5s) e Zaffiri (Lega) abbandonano l'Aula in segno di protesta durante l'intervento dell'assessore Cesetti
giovedì 11 Luglio 2019 - Ore 21:22
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Un momento del giudizio di parificazione

 

Anche quest’anno le Marche superano la prova del fuoco. La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti ha pronunciato il giudizio di piena parificazione del Rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2018, parlando di una «gestione nel complesso virtuosa», benché permangano criticità nei capitoli di spesa legati a partecipate e sanità. Dallo scorso anno, palazzo Raffaello ha ridotto di quasi 21 punti percentuali il debito, assestandosi sui 714 milioni di euro, ma «per la sanità, ad esempio – spiega il presidente Antonio Contu – alcuni tetti specifici di spesa sono stati superati. L’equilibrio complessivo del bilancio sanitario, però, è comunque assicurato». Il capitolo delle partecipate si conferma il punto debole, nonostante la situazione sia migliorata rispetto allo scorso anno grazie al salvataggio di Aerdorica, su cui il decreto di omologa del concordato – sottoscritto dal Tribunale fallimentare di Ancona lo scorso 8 luglio – ha messo il sigillo definitivo.

Il Procuratore generale, Giuseppe De Rosa

Per la vicenda della società gestore del Sanzio, «siamo ad una conclusione definitiva, ma permangono vicende pregresse», sottolinea il procuratore generale della Corte dei Conti, Giuseppe De Rosa. Nella relazione dei magistrati emerge come, «in sede di procedura concorsuale, sono stati rilevati maggiori debiti, rispetto a quelli iscritti contabilmente, vantati dai creditori sociali. Particolare attenzione è stata poi riservata al conferimento di incarichi di consulenza a soggetti terzi per circa un milione di euro. La Sezione – puntualizza la relazione – sollecita a tal proposito la verifica del compiuto rispetto del limite» stabilito per legge.
Ma se ormai Aerdorica è avviata verso la privatizzazione e il rilancio, l’altra partecipata da sempre causa di grattacapi per la Regione, ovvero l‘Interporto, ha aumentato l’esposizione debitoria rispetto al 2017, passando da oltre 10 milioni e 500 mila euro a 11 milioni 350 mila euro. Il patrimonio della società è inoltre diminuito dai 13 milioni di euro del 2016 a circa 8 milioni di euro del 2018. E se il contributo di 3,6 milioni di fondi europei per la realizzazione della stazione ferroviaria Jesi Interporto è andato a buon fine (benché in ritardo), per l’anticipo di 1,5 milioni di euro sui 3 di contributi statali per il progetto «Colli di bottiglia» sull’intermodalità, la Regione ha emanato il decreto di revoca, ma le indagini della Procura proseguono per sapere come quei soldi siano nel frattempo stati spesi.
Capitolo a parte, da concludere entro l’anno, sarà dedicato dalla Sezione di controllo alla questione dei fondi europei, compresi quelli legati al post sisma: «ci sono alcuni ritardi nella loro utilizzazione, non tutti da attribuire alla Regione», precisa Contu.

Al centro, il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, e l’assessore regionale al Bilancio, Fabrizio Cesetti

«La Corte dei conti ha confermato per il quinto anno consecutivo la gestione prudente, rigorosa e virtuosa delle politiche di bilancio, condizione per attivare nuovi investimenti per le comunità e le imprese del territorio – esulta l’assessore regionale al Bilancio, Fabrizio Cesetti –. E ciò è tanto più necessario di fronte alle esigenze della ricostruzione post sisma che è stata inserita in una visione organica con l’adozione del Patto per la ricostruzione e lo sviluppo, confluito nella nota di aggiornamento al Defr 2019/2021, quale criterio orientatore di tutte le azioni del governo regionale». A tal proposito, Cesetti ha auspicato con forza che la questione terremoto diventi una priorità del Governo nazionale «che ad oggi è rimasto sordo alle istanze delle Regioni dirette a semplificare le procedure per la ricostruzione ed a modificare il sistema di reclutamento del personale». Un attacco frontale al governo giallo verde che non è andato giù ai capigruppo regionali di Lega, Sandro Zaffiri, e Movimento 5 stelle, Gianni Maggi, che hanno abbandonato l’Aula in segno di protesta durante l’intervento. «A dire dell’assessore – scrivono in una nota i due consiglieri –, tutte le responsabilità riguardo alla situazione che vivono i terremotati marchigiani, aziende in crisi e disoccupati, infrastrutture e sanità regionali sarebbero del governo nazionale. In definitiva, è stato un vero e proprio comizio, durante il quale, però, sono state tralasciate le inadempienze e le incapacità della giunta che governa questa regione. Un modo poco garbato e ancor meno corretto di interpretare il ruolo istituzionale che Cesetti riveste. Viene da chiedersi – concludono – come mai solo quest’anno, nella medesima occasione pubblica di fronte alla Corte dei Conti, l’assessore abbia messo così tanta vis polemica nei confronti del Governo centrale». Il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, ha invece puntato l’accento su come «tutti i principi e le norme di contabilità siano stati osservati, mantenendo l’equilibrio complessivo. Anche il rendiconto dell’Assemblea legislativa ha perfettamente rispettato i limiti di spesa». Esprimendo soddisfazione per il risultato raggiunto, Mastrovincenzo non manca di evidenziare che «attraverso il pronunciamento pienamente positivo della Corte dei Conti, la politica di concretezza, sobrietà e trasparenza che fino ad oggi abbiamo portato avanti riceve un ulteriore ed importante riconoscimento, che ci permette di guardare al futuro con rinnovata determinazione per raggiungere sempre più qualificati obiettivi».

(M. M.)

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