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Entroterra montano e Piano sanitario,
la protesta di Comitati e cittadini

ANCONA - Domani mattina la manifestazione davanti all'aula del Consiglio regionale organizzata dal Comitato Pro Ospedali pubblici delle Marche in tandem con l’associazione Fabriano Progressista e il Coordinamento cittadino in difesa dell’ospedale ‘Profili’. Pullman in partenza da Fabriano, Jesi, Amandola, Fossombrone e Cagli
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Partiranno in auto e in pullman da Fabriano, Jesi, Amandola, Fossombrone e Cagli i cittadini dell’entroterra montano per partecipare alla protesta contro il nuovo Piano socio-sanitario, organizzata per domani mattina, 4 febbraio, davanti alle sede della Regione Marche. Una manifestazione voluta dal Comitato Pro Ospedali pubblici delle Marche in tandem con l’associazione Fabriano Progressista e il Coordinamento cittadino in difesa dell’ospedale ‘Profili’ di Fabriano. Dalle 10 si ritroveranno tutti in via Tiziano davanti all’aula del Consiglio regionale chiamato in mattinata a discutere ed approvare il nuovo strumento sanitario 2019-2021. I manifestanti faranno sentire la loro voce «contro l’accentramento delle strutture ospedaliere in capo ai soli 6 nuovi e costosissimi grandi ospedali, di cui 5 provinciali con un unico pronto soccorso completo per ciascuna provincia, e di cui ben 3 finanziati da aziende private attraverso il project financing, meccanismo di finanziamento non convenzionale, altamente rischioso ed oneroso nel medio lungo termine, che espone la regione Marche ad un grave indebitamento verso i privati per i prossimi 30 anni» fa sapere il Comitato Pro Ospedali pubblici delle Marche.

La manifestazione 2019 per salvare il punto nascita dell’ospedale di Fabriano

Protesteranno, inoltre, per «lo smantellamento degli ospedali di piccole e medie dimensione che saranno trasformati in case della salute, così come già avvenuto per ben 13 ospedali in tutta la regione negli ultimi 5 anni (Recanati, Tolentino, Cingoli, Matelica, Treia, Loreto, Sassoferrato, Chiaravalle, Cagli, Sassocorvaro, Fossombrone, Sant’Elpidio a Mare, Montegiorgio) che sono stati riconvertiti in veri e propri ‘cronicari’, senza pronto soccorso neppure ridotto e senza più servizi ospedalieri» e contro la sanità privata che nel nuovo piano sanitario «viene istituzionalizzata ed introdotta stabilmente». All’indice anche le determine dirigenziali di fine 2019 che «hanno tagliato oltre 50 tra reparti ed unità operative in tutta la regione, ed in particolare contro la determina 742 dell’Asur del 31 dicembre e contro la determina 1100 dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona del 30 dicembre la quale ha declassato a reparto semplice l’unità operativa dipartimentale complessa della Odontostomatologia Chirurgica e Speciale di Torrette, un tempo vera eccellenza, l’unica in tutta la regione specializzata nella cura odontoiatrica ed odontostomatologica delle persone con disabilità».

I manifestanti  chiederanno e proporrano, invece, per le Marche «un modello policentrico che prevede il mantenimento degli ospedali attuali e la riapertura, seppur in forma ridotta, dei 13 ospedali chiusi nel 2015 i quali fungevano da filtro ed evitavano gli intasamenti ed i disservizi odierni che spingono il cittadino a ricorrere al privato» e  «una sanità pubblica, equa, universale ed accessibile a tutti».



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