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Cambia il volto di Ancona (FOTO)
«Contributo per contenere il contagio
E per un più veloce ritorno alla normalità»

COVID 19 - Le piazza e le vie gremite del weekend sono un capitolo chiuso. Questa mattina, la città si è svegliata con la consapevolezza del pericolo del virus. Blindati gli uffici comunali, misure anti contagio nelle attività commerciali. I simboli del divertimento hanno deciso di sospendere il servizio
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Le sedie ‘interdette’ alle Poste centrali

di Federica Serfilippi (foto di Giusy Marinelli)

Il sabato sera anconetano, con la movida sregolata di fronte all’emergenza Coronavirus, sembra essere un ricordo lontano. Così come la domenica di apparente quiete, passata tra Portonovo, il ‘trastullo’ del centro e il panorama del Cardeto. Questa mattina, di colpo, Ancona s’è svegliata con la paura e (forse) la consapevolezza che è in corso un’epidemia virale che si sta estendendo per il paese.

La fila all’Agenzia delle Entrate

Lo si è potuto vedere dal kit delle poche persone presenti in centro: mascherine, guanti, gel disinfettante a portata di mano e saluti a distanza. Ma lo si è potuto vedere anche negli uffici pubblici, nei bar, negli istituti di credito. Tutte attività dove sono state rafforzate le misure per evitare il contagio. Nei negozi si entra a scaglioni, un po’ per volta, per evitare gli assembramenti.  Nei bar e nei ristoranti si cerca di rispettare la norma che prevedere il mantenimento della distanza di un metro tra le persone. Addirittura, nella sede delle Poste di piazza Cavour alcuni sedili sono stati delimitati dal nastro adesivo, in maniera tale da impedire che due utenti vengano a stretto contatto mentre attendono il loro turno. Gli uffici comunali sono stati blindati: si accede agli sportelli solo su appuntamento. Limitato anche il servizio del tribunale: le cancellerie sono rimaste aperte una sola ora (dalle 11 alle 12 e così sarà per le prossime due settimane) e le udienze sono state tutte rinviate, compresa quella per il processo di Banca Marche. All’Agenzia delle Entrate c’è la fila da rispettare fuori dal palazzo: rigorosa la distanza tra gli utenti e gel disinfettante all’ingresso. Chiuse le piscine e quasi tutte le palestre.

Nel pomeriggio, di fronte all’emergenza sanitaria, sono caduti anche i locali che attraggono soprattutto i giovani e che animano la città quando il sole tramonta. Hanno deciso di chiudere quasi tutte le attività di piazza del Papa, centro propulsore del divertimento. La Raval Family, che gestisce i locali Raval e O acqua o Vino: «pur non essendo in “zona rossa”, sentiamo la necessità di contribuire nel nostro piccolo alla soluzione di questa situazione critica, sperando si possa risolvere al più presto.  E’ nostra priorità adottare tutte le misure del caso per riaprire quanto prima nella massima sicurezza». Spillatrici a riposo per Amarillo. Stessa decisione per il 31.12 che ha scelto di sospendere l’attività «per dare un contributo, nel nostro piccolo, per ridurre al minimo i contagi».  Ha chiuso anche il Gasoline del Piano «per cercare nel nostro piccolo di dare un contributo alla società nel contenimento della diffusione del Coronavirus». Saracinesche abbassate anche per il Bar Giuliani: «Siamo certi e fiduciosi che se ognuno di noi farà la propria parte, darà il suo piccolo ma fondamentalmente contributo per un quanto più rapido ritorno alla normalità». I ristoranti, con il calo dei clienti e la diminuzione dei tavoli in base alle misure di sicurezza, hanno deciso di trasformarsi con il servizio delivery. Consegna a domicilio per non rinunciare al gusto e contenere il rischio contagio. Cambia il modo di fare ristorazione, devono cambiare inesorabilmente le abitudini quotidiane dei cittadini.

 

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