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Moscioli di Portonovo serviti ai manichini:
‘Da Nialtri’ lo sketch per ripartire

MONTEMARCIANO - Le prove d'apertura dello chalet gestito da Alberto Vignoli: «Poter servire di nuovo ai tavoli? Per ora un sogno, ma speriamo che diventi presto realtà e che ci lascino lavorare, sempre con tutte le cautele necessarie»
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Lo sketch di Nialtri

 

Moscioli di Portonovo serviti a dei clienti-manichini. E’ il simpatico sketch che sta girando sul web girato da Alberto Vignoli, titolare del ristorante ‘Da Nialtri’ sul lungomare Buglioni di Marina di Montemarciano. Una breve clip che esalta la voglia di ricominciare, sebbene con tutte le precauzioni e preoccupazioni del caso. Dopo aver presentato i moscioli di Portonovo in padella, una seppiolina arrosto con maionese di paccasassi e cipolla caramellata entra in scena un dipendente che rompe l’incantesimo e Vignoli si rende conto che era un sogno. «Per ora un sogno, ma speriamo che diventi presto realtà – ci racconta – e che ci lascino lavorare, sempre con tutte le cautele necessarie. Non sappiamo ancora nulla di certo per quanto riguarda le distanze tra i tavoli, per quanto ne sappiamo finora facendo una stima approssimativa, si ridurrebbe lo spazio del 70%. Per questo, tra un pasto d’asporto e l’altro, ci siamo dovuti inventare qualcosa». E se i clienti fedelissimi di ‘Nialtri’ non vedono l’ora di poter tornare a gustare le prelibatezze di mare preparate dagli chef, accontentandosi per ora di qualche piatto take-away, ci sono già delle idee che bollono in pentola in vista della riapertura del 1 giugno. «L’ideale per noi sarebbe poter occupare la spiaggia antistante il ristorante con i tavolini, che a quel punto potrebbero stare anche maggiormente distanziati rispetto alle misure imposte dal Governo – spiega Vignoli – questo dipende dall’autorità comunale, per cui abbiamo già inoltrato richiesta al sindaco di Montemarciano. Sarebbe una soluzione anche utile sul fronte sociale, perché se dovessimo lavorare solo con gli spazi interni, dovremmo per forza ridurre il personale in sala. E i nostri dipendenti (20 tra fissi e a chiamata) sono circa 7 mesi che non lavorano. Siamo fiduciosi che nel rispetto delle regole e con il senso di responsabilità che ci contraddistingue, riusciremo a ripartire. Dopo tutto gli altri Stati europei hanno riaperto, perché l’Italia non dovrebbe?».
Ma poi la gente avrà davvero voglia di andare a cena fuori con tutte le restrizioni imposte anche ai clienti? Vignoli, che dal 2010 tiene le redini del locale ‘Da Nialtri’, nato come locale per gli happy hours e da ballo, poi successivamente divenuto ristorante, è certo di sì. «In questo periodo abbiamo avuto la vicinanza e la solidarietà di tanta gente, di tanti clienti – conclude – c’è la voglia da parte nostra di tornare in cucina ma anche delle persone di sedersi a un tavolo del loro ristorante preferito. Non useremo barriere trasparenti perché fortunatamente il locale ha la possibilità di aprire le pareti e dietro, anche la tettoia, quindi sarà molto aerato. Adotteremo tutte le misure di sicurezza e sanificazione necessarie. Sono positivo: e per venire incontro alla gente, come abbiamo sempre fatto, abbiamo mantenuto stabili i prezzi del menù (che per la qualità altissima dei nostri piatti è comunque a prezzi popolari) e non facciamo pagare il coperto, a questo sono sempre stato contrario. Aspettiamo fiduciosi la ripresa».

(Redazione CA)

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