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«Wedding, nelle Marche un giro d’affari
da 500 milioni all’anno
si è azzerato in pochi mesi»

L'ALLARME lanciato da Cna per il settore matrimoni: «Attendiamo che anche questa filiera possa ricevere il sì del governo»
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Foto d’archivio

 

«Tra i tanti settori in crisi, quello delle cerimonie e dei matrimoni è letteralmente in ginocchio da febbraio e, per ora, con nessun aiuto».  E’ il grido d’allarme lanciato da Cna Macerata. Alessandro Migliore responsabile Cna Federmoda spiega l’entità del problema: «Nel 2020 nove matrimoni su 10 sono stati annullati e in questi giorni arrivano le disdette anche di chi aveva deciso di rinviarli al 2021. Per carità, sono scelte perfettamente comprensibili quelle delle giovani coppie, il matrimonio è un evento importante che si ricorda per tutta la vita e non è giusto umiliarlo con soli 30 invitati, le mascherine, il distanziamento e togliendo il viaggio di nozze. Questo però ha messo in ginocchio tutto il settore wedding e non solo». La profonda crisi, infatti, si ripercuote in tutti i settori dell’indotto legato alle cerimonie nuziali e religiose in genere: negozi di abiti da spose, di abbigliamento, sartorie specializzate, scarpe da sposa, articoli da regalo, orafi, operatori di foto e video, noleggiatori di auto, wedding planner, oltre alle dinamiche connesse al viaggio di nozze, nessuno dei quali fino a questo momento ha ricevuto sostegno: «Stiamo parlando – precisa Migliore – di un indotto con un giro di affari di quasi 500 milioni annui nella sola regione Marche e di circa 70 nella provincia di Macerata, che è passato praticamente a zero nel giro di pochi mesi». Il referente Cna Federmoda delinea l’ambito della crisi: «Presentiamo le preoccupazioni anche di queste aziende che dovranno affrontare un nuovo periodo di chiusure temporanee, incertezza e un generale calo del giro d’affari. Si tratta, per le Marche, di una realtà di 2.390 imprese con 9.034 addetti registrati in Camera di Commercio. La filiera “potenziale” del wedding (dai fiori alla sartoria, dalle riprese fotografiche al noleggio auto, dall’organizzazione di feste e cerimonie alle attrezzature per gli eventi) rappresenta l’1,6% (con la ristorazione si arriva al 3,9%) del complessivo di oltre 146.000 imprese attive ad oggi nelle Marche occupando l’1,9% (il 5,8% ristorazione compresa) del totale degli addetti nelle imprese regionali». Di qui l’allarme lanciato dall’associazione di categoria che, attraverso i suoi rappresentanti nazionali, ha prontamente fatto arrivare la questione sui tavoli del governo: «I nostri referenti – spiega Migliore – sono perennemente in contatto con gli uffici ministeriali e sembra che anche questa volta siamo stati ascoltati. Le imprese del settore del wedding saranno inserite tra i beneficiari nel decreto legge Ristori bis. Il ministro Gualtieri ci ha inoltre confermato che venerdì scorso sono partiti i primi bonifici da parte di Agenzia delle entrate e che già da lunedì arriveranno i soldi nei conti correnti. Attendiamo fiduciosi – conclude Migliore – che anche la filiera dei matrimoni possa ricevere il fatidico “sì” del Governo».

 

«Il wedding in caduta libera: oltre 90% dei matrimoni rinviati»

 

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