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Alcol ai minori, riapre il bar
sospeso dalla Questura
«Abbiamo pagato per colpe di altri»

SENIGALLIA - I 15 giorni di sospensione dell'attività erano scattati in seguito ai malori di due giovanissime al limite del coma etilico. Il contitolare Ardiccio Gorini: "Dimostreremo in tribunale la nostra estraneità a quei fatti. Siamo stati colpiti per dare un esempio, ma non vendiamo alcol ai minorenni"
sabato 9 Settembre 2017 - Ore 17:36
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La movida di Senigallia in una foto d’archivio

 

Il cartello affisso all’esterno del locale dopo l’intervento della polizia

 

A mezzanotte riapre il Flò Bar di Senigallia, scontata la sanzione della chiusura del locale per 15 giorni per vendita di alcool ai minori. A far scattare la sospensione dell’attività da parte della Questura di Ancona erano state le indagini di squadra mobile, scientifica e commissariato di Senigallia dopo il caso di due minorenni finite in ospedale al limite del coma etilico (leggi l’articolo). Il cotitolare dell’esercizio di lungomare Alighieri, Ardiccio Gorini si difende: «Abbiamo pagato, ma non siamo stati noi i responsabili dei malori delle ragazze ed abbiamo le prove, che forniremo nelle dovute sedi. Non mi voglio giustificare o dichiarare innocente, lo farò in tribunale − continua −, il fenomeno esiste e giuste sono le indagini della polizia e le segnalazioni dei genitori, ma ci hanno accusato sulla base di indizi che sono risultati infondati e lo dimostreremo. Siamo stati colpiti per essere da esempio ed abbiamo scontato la pena, ma non siamo noi il bar incriminato, ci vorranno però alcuni mesi per l’udienza e per dimostrarlo. Abbiamo subito dei danni economici rilevanti a seguito di questa storia, per i quali chiederemo il risarcimento e siamo determinati a fare denuncia per diffamazione contro ignoti». Racconta ancora Gorini: «Il giorno del blitz delle forze dell’ordine che poi ha portato alla chiusura del locale, sapevamo di essere controllati ed abbiamo continuato a lavorare  − perché sapevamo di essere in regola. La piazza tra il Mascalzone ed il nostro bar era sempre piena e abbiamo dato nell’occhio. Ma hanno preso un granchio. La multa che ci è stata fatta, come emerge dal verbale, non dice che davamo da bere a minorenni, ma ad un maggiorenne che avrebbe poi passo l’alcol a qualcuno, cosa che non siamo tenuti a verificare. Ma soprattutto con la ragazzina che si è sentita male non c’entriamo nulla. Siamo estranei a quei fatti». Il Flò bar, dunque, per Gorini sarebbe diventato il caprio espiatorio dello sballo alcolico dei giovanissimi, fenomeno sempre più diffuso tra le nuove generazioni. «Siamo stati dipinti come dei mostri, ma noi non siamo questo. Siamo un locale sempre pieno di ragazzi con i quali ci si diverte a guardare le partite, ascoltare la musica e cantare al karaoke».

(A. C.)

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