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Percepivano l’assegno sociale
ma vivevano all’estero:
182 stranieri denunciati

INDAGINE - Per tutti l'accusa è quella di truffa ai danni dello Stato perchè avrebbero continuato a ottenere l'assegno dell'Inps pur essendosi trasferiti fuori dall'Italia. L'operazione compiuta dai carabinieri ha permesso all'istituto di previdenza di recuperare e risparmiare un milione di euro
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Da sinistra, il direttore provinciale Inps Antonio Curti, il colonnello provinciale dei carabinieri Stefano Caporossi, il direttore regionale Inps Alessandro Tombolini, il capitano Fabio Ibba e Giuseppe Caiazzo, comandante della stazione delle Brecce Bianche

 

Percepivano l’assegno sociale, ma vivevano all’estero: denunciati 182 stranieri per aver truffato l’Inps. È questo il risultato dell’indagine operata negli ultimi tre anni dai carabinieri della stazione delle Brecce Bianche in collaborazione con l’istituto di previdenza per individuare in tutta la provincia anconetana chi traeva beneficio in maniera illegittima della pensione mensile del valore di 450 euro. Un assegno che possono percepire solo gli over 65 con valori reddituali minimi e con almeno dieci anni di soggiorno stabile passati in Italia. Un requisito fondamentale: non assentarsi per più di un mese dal paese che eroga i soldi. Tale principio, secondo le indagini, sarebbe stato superato dai denunciati. Alcuni, pur continuando ad ottenere il sostegno, sarebbero proprio tornati a vivere nel loro paese d’origine. Altri, invece, si sarebbero trasferiti all’estero momentaneamente, per poi tornare in Italia. I passaggi oltreconfine sarebbero avvenuti senza aver avvisato in alcun modo l’istituto erogatore della pensione. Di qui, le irregolarità contestate dalla procura. L’indagine ha portato a due tranche di denunce: la prima, avvenuta tra il 2014 e il 2015, ha permesso di scoprire 97 persone irregolari. La seconda, attuata tra l’aprile 2016 e il giugno 2017, ha avuto come conseguenza la denuncia 85 persone. In totale, tra recuperi delle somme prese indebitamente e quelle non erogate grazie all’inchiesta dei militari, l’Inps ha messo al sicuro un cifra pari a un milione di euro. Nel solo ultimo anno il danno accertato all’erario è stato di 300 mila euro. Gli irregolari sono risultati per lo più domiciliati nel Sud America e nell’Est Europa. A finire nei guai, tra gli altri, sono stati 33 albanesi, 18 marocchini, 10 macedoni e 4 filippini. Per tutti l’accusa è truffa aggravata ai danni dello Stato.

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