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Cannabis light, assolti gli imputati:
«Non sono spacciatori»

SENTENZA - Il civitanovese Lorenzo Castignani e il 52enne Alfonso Nicosia sono stati prosciolti dal gup «perchè il fatto non costituisce reato». Il procedimento nasce da un sequestro di 13 chili di prodotti in vendita nel negozio Indoornova Grow Shop di via XXIX settembre, ad Ancona
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Il sequestro del giugno 2018

 

Cannabis light, assolti i due imputati: il fatto non costituisce reato. Il gup del tribunale di Ancona Paola Moscaroli ha scagionato il 28enne Lorenzo Castignani, civitanovese, e il 52enne siciliano Alfonso Nicosia dall’accusa di spaccio. La sentenza è stata emessa questa mattina dopo le richieste della difesa di procedere con il rito abbreviato. Durante la scorsa udienza, il pm Irene Bilotta aveva chiesto una pena di quattro anni di reclusione per ciascuno degli imputati.  La contestazione è stata formulata dalla procura dopo un sequestro di circa 13 chili di cannabis avvenuto nel negozio Indoornova Grow Shop di via XXIX settembre, ad Ancona. Il titolare è Castignani, proprietario di altri due negozi a Macerata e Piediripa, mentre Nicosia è il socio di fatto. Quest’ultimo era stato arrestato dalla Squadra Mobile dopo il blitz in negozio avvenuto a giugno 2018. Difeso dall’avvocato Domenico Biasco, era stato poi rimesso in libertà. Castignani, invece, era stato solo denunciato per spaccio di sostanze stupefacenti. Il procedimento terminato questa mattina in tribunale ha visto lo scontro di perizie e consulenze in merito ai campioni di cannabis oggetto di sequestro e al valore dell’effetto drogante di cui ha parlato la Corte di Cassazione per stabilire delle linee guida per i commercianti. Dei 13 chili sequestrati, ne erano stati restituiti allo shop circa 8. Per gli altri, il giudice ha disposto la confisca ai fini della distruzione dei prodotti. Le motivazioni si potranno leggere entro 90 giorni. Le difese hanno sempre sostenuto l’insussistenza delle accuse mosse dalla procura, partendo dal fatto che se la sostanza venduta fosse stata illegale neanche sarebbero state avviate le pratiche per l’apertura del negozio.

Lorenzo Castignani

LE REAZIONI. Castignani, difeso dall’avvocato Carlo Alberto Zaina, è arrivato in tribunale subito dopo la sentenza.  Non si aspettava l’assoluzione: «E’ stata una sorpresa – ha detto il civitanovese -. Non ero affatto positivo dopo la richiesta di condanna a quattro anni. Finalmente, potrò continuare a lavorare senza il terrore e la paura di nuovi sequestri. In un anno ho subito quattro perquisizioni, diversi sequestri e un processo ad Ancona. Ho altri fascicoli pendenti a Macerata. Con l’inchiesta scoppiata nel 2018 ho perso molta clientela». Il suo difensore, Zaina:  «La sentenza di oggi – ha detto l’avvocato – è un grande risultato. Siamo molto contenti, ma non ci esaltiamo, come non ci siamo mai disperati quando le cose andavano storte. Speriamo che di questo verdetto ne possano prendere atto gli inquirenti. E’ stata sicuramente riconosciuta la buona fede del commerciante». Alle parole di Zaina fa eco l’avvocato Biasco: «Nicosia e Castignani non sono spacciatori. Quali pusher vendono con regolare licenza e documentazione fiscale?»

(fe.ser)

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