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La Madonna col Bambino
è tornata nell’edicola
di Palazzo Jona (Foto)

ANCONA - Si è dovuto attendere almeno un quarto di secolo e due inchieste della magistratura per ricollocare nella sua sede originaria il dipinto. Questo pomeriggio l'operazione per sistemare l'opera per mano del restauratore Francesco Maffei
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Il dipinto nell’edicola di Palazzo Jona

di Giampaolo Milzi (foto di Giusy Marinelli)

Chissà, qualcuno penserà a un miracolo, sollevando lo sguardo e incrociandolo con quello, che sembra benedire i passanti, della Madonna con Gesù Bambino riapparsa oggi pomeriggio dopo circa 25-30 anni nell’artistica edicola posta fra due finestroni del nobile palazzo noto oggi come Jona-Millo, l’ultimo, sulla destra, in fondo a corso Mazzini. In realtà, l’attesissima ricollocazione dell’opera sacra ottocentesca nella sua originaria sede è stata il coronamento di un annoso quanto sofferto e intricato itinerario, che ha coinvolto due Soprintendenze, i carabinieri, la magistratura (due le inchieste aperte sul caso della “sparizione”) e il condominio dell’elegante settecentesco edificio. Edificio che ospita lo studio di un professionista. Lui, il vero protagonista della vicenda.

Francesco Maffei

In quanto, venuto in possesso del dipinto ad olio probabilmente già negli anni ’90, ne aveva fatto la “perla” di un piccolo angolo architettonico votivo nel locale del suo ufficio. Protagonista del pomeriggio di oggi, invece, il restauratore di mobili e portoni Francesco Maffei, molto attivo ad Ancona. Intorno alle 17, dopo aver lavorato all’edicola anche domenica e giovedì scorsi, ha completato la complessa operazione del quadro. Quadro che nell’agosto del 2016 era stato portato via dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio beni culturali (Ntpc) in base a un decreto di sequestro del pm Paolo Gubinelli. Un’operazione complessa, va ribadito. Maffei ha usato prima una piattaforma mobile, poi un trabattello, ha compiuto sofisticate misurazioni e soprattutto scelto il pannello in plexiglas speciale (solo 8 mm di spessore), più trasparente del vetro e robustissimo che copre per proteggerla dalle intemperie la Madonna col Bambino. Già, ma come diavolo sparì il quadro? Occorre retrocedere nel tempo al 2014, quando il mensile free press Urlo aveva pubblicato un’inchiesta, poi ripresa da Cronache Ancona, nella quale aveva chiarito molti aspetti di quello che poteva considerarsi un giallo, e scoperto che di fatto il quadro era stato “privatizzato” dal professionista.  Quando? Moltissimi anni fa, prima che la società del professionista acquistasse Palazzo Jona e ne provvedesse alla completa e articolata ristrutturazione (che si sarebbe conclusa nel 2003) per poi, via via vendere o affittarne gli appartamenti ai nuovi coinquilini. Una ristrutturazione che era stata già intrapresa, ma poi interrotta, intorno alla metà anni ’80 da un precedente privato proprietario. Sarebbe stato questi quindi, forse nel 1988, a prelevare il quadro dall’edicola della facciata, per poi cederlo col palazzo. Ma da quell’edicola, appositamente progettata, non si sarebbe dovuto muovere, perché lì aveva voluto che ornasse il palazzo il committente dell’opera (probabilmente un ex voto), il marchese Pietro Bourbon del Monte nel 1856, e due secoli fa proprietario del palazzo poi Jona. E soprattutto, tornando al terzo millennio, non si sarebbe dovuta muovere perché il monumentale edificio è da un bel pezzo tutto vincolato – opere, affreschi interni e arredi compresi – dalla Soprintendenza. Da qui le due, successive, inchieste della procura. Con la seconda che ha accertato la violazione dell’art.169 del nuovo Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio approvato con decreto legislativo n° 42 il 22 gennaio 2004. Il reato ipotizzato? La rimozione di un bene culturale senza l’autorizzazione della Soprintendenza (da alcuni anni unica) delle Marche.  Già, la soluzione, perché così tardiva? Anche considerando il costo, pari a meno di 1000 euro? Già prima del 2014, almeno dal 2012, l’agenzia immobiliare “Cimarelli”, che amministra il condominio “Jona”, rivolgendosi alle autorità competenti aveva ingaggiato un braccio di ferro con il professionista proprio per ottenere uno spostamento e una risistemazione dell’opera in modo che potesse essere goduta (come moltissimi altri beni di alto pregio nell’edificio) dagli altri residenti e dai cittadini ogni martedì mattina tra le 9,30 e le 12,30. Il professionista si sarebbe rifiutato di fatto di attuare le disposizioni ricevute più volte per la cessione del dipinto dalle Soprintendenze, sia quella di Urbino sia quella per le Belle Arti e Paesaggio delle Marche. Da qui la soluzione drastica del sequestro giudiziario del 2016. E altre lungaggini. Nonostante il costante impegno dello storico dell’arte Pierluigi Moriconi, della Soprintendenza delle Marche, presente oggi alla ricollocazione assieme al comandante dei Ntpc carabinieri Carmelo Grasso. Lungaggini dovute non tanto alla solita burocrazia ma soprattutto alla lentezza con cui l’Amministrazione condominiale “Cimarelli” procedeva nel concretizzare il ritorno della Madonna col Bambino nell’edicola. Nell’agosto scorso, quindi, la decisione del pm Gubinelli: nulla osta esclusivo alla Soprintendenza di Ancona a gestire e chiudere il caso. E così è stato, sebbene si son dovuti attendere altri 5 mesi. La “Cimarelli” ha ingaggiato l’esperto Maffei il quale ha fatto le cose a regola d’arte. Facilitato dal fatto  che il quadro era stato consegnato ai carabinieri in perfetto stato di conservazione, in quanto proprio la società di cui il professionista che occupa il palazzo fa parte se ne era sempre presa cura. Ai tempi in cui era esposto all’esterno si era molto deteriorato,  e la  società  ne aveva affidato un perfetto restauro allo specialista Bruno Vittorini di Urbino.

Il dipinto nell’edicola di Palazzo Jona

La Madonna col Bambino tornerà nell’edicola di Palazzo Jona

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