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Vertenza Caterpillar, i sindacati:
«Serve tempo per poter valutare
e concretizzare le offerte d’acquisto»

JESI - Oggi all'assemblea dei lavoratori è stata ribadita la necessità di sospendere la procedura di mobilità ed è stata rigettata la proposta dell'azienda di attivare la cassa integrazione per 12 mesi senza vincoli o impegni alla reindustrializzazione. Nei prossimi giorni si valuteranno nuove iniziative di protesta. ‘Jesi città da vivere’ parteciperà con una raccolta fondi alla cassa di solidarietà per sostenere le famiglie degli operai
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I lavoratori della Caterpillar oggi in assemblea davanti ai cancelli dell’azienda di Jesi (foto Fiom Ancona)

 

La battaglia va avanti. Nella giornata di oggi, lunedì 24 gennaio, si sono tenute le assemblee dei lavoratori della Caterpillar di Jesi per fare il punto della situazione e valutare le necessarie iniziative di mobilitazione. Non c’è ancora nuova data di convocazione del tavolo di crisi al Mise che dovrebbe arrivare per questa settimana. Sta scorrendo il conto alla rovescia verso la data del 23 febbraio, quella che potrebbe decretare i licenziamenti collettivi dei 270 lavoratori. E nei prossimi giorni per contrastare la stasi potranno essere valutate nuove azioni di protesta. Per ora prosegue il presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento di via Roncaglia, dove si alternano i lavoratori in stato di agitazione «Venerdì scorso 21 gennaio si è svolto in modalità da remoto l’incontro con la direzione Caterpillar a seguito della convocazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. – ricordano le segreterie nazionale di Fim, Fiom e Uilm – Durante l’incontro l’azienda ha dato un minimo di informazioni per quanto riguarda la visita che la società Duplomatic ha effettuato il giorno precedente, confermando il proprio interesse per quanto riguarda lo stabilimento di Jesi. A tal proposito, Caterpillar ha richiesto entro il 14 febbraio una manifestazione di interesse che di fatto formalizzi e specifichi quanto di loro interesse. Inoltre, Caterpillar ha dichiarato che nel frattempo sono giunte altre due manifestazioni di interesse che molto probabilmente faranno visita allo stabilimento già dai prossimi giorni».

In sede ministeriale le organizzazioni sindacali hanno richiesto di essere costantemente aggiornati «rispetto agli interessamenti emersi e sulla base di questa situazione al fine di garantire una continuità industriale ed occupazionale, abbiamo nuovamente ribadito la necessità di avere un tempo ulteriore, attraverso la sospensione della procedura di mobilità, in modo da poter valutare e concretizzare le offerte esistenti. – prosegue il comunicato a firma congiunta – Su questo punto Caterpillar ha dichiarato di essere disponibile a concedere un periodo massimo di 12 mesi di cassa integrazione, durante i quali farà tutto il possibile, con il supporto delle organizzazioni sindacali e delle Istituzioni, per trovare un terzo investitore che acquisisca l’azienda e assorba il personale, prevedendo incentivi per uscite volontarie e alla scadenza dei 12 mesi l’azienda potrà dar corso unilateralmente alla esecuzione della procedura di licenziamento in relazione ai rapporti di lavoro eventualmente ancora in essere a tale data. La proposta è stata respinta unitariamente dalle Rsu e dalle organizzazioni sindacali, indisponibili a sottoscrivere un accordo che fin da ora preveda licenziamenti senza impegni alla reindustrializzazione concreti e vincolanti per Caterpillar. Questa proposta è stata giudicata assolutamente irricevibile sia da parte del Ministero dello Sviluppo Economico che dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali».

Intanto proseguono i gesti di solidarietà per sostenere la vertenza Caterpillar. ‘Jesi città da vivere’ associazione che unisce diversi esercizi commerciali del centro storico della città, ha lanciato una raccolta fondi «a sostegno alla terribile situazione causata dalla futura chiusura della Caterpillar Jesi. ‘Jesi città da vivere’ raccoglierà un fondo di solidarietà da donare alle famiglie coinvolte nelle cassette per le donazioni all’interno delle attività associate». Anche il Pd Jesi con un ordine del giorno già inserito tra i punti da discutere della seduta del 28 gennaio, propone di devolvere il gettone di presenza di circa 30 euro alla cassa di Solidarietà aperta dai lavoratori.



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